Concluso a Ragusa il 3° Forum sulle stragi in Italia

Un confronto storico sulle trasformazioni della violenza politica e sui nodi irrisolti della Repubblica

Carlo Ruta e gli altri relatori

Si è svolto venerdì 26 giugno, presso il Laboratorio degli Annali di storia di Ragusa, il 3° Forum sulle stragi in Italia, dedicato al tema Ustica e i terrorismi degli anni Ottanta. Sguardi storici su una stagione nell'ombra. L'iniziativa, trasmessa in diretta streaming e destinata ad essere riproposta nei prossimi giorni attraverso YouTube e canali televisivi telematici, ha registrato un vivo interesse da parte del pubblico e degli studiosi, confermando il Forum come uno spazio stabile di riflessione storica sulle vicende più controverse della storia repubblicana.

Carlo Ruta

Carlo Ruta

Ad aprire i lavori è stata la relazione dello storico Carlo Ruta, direttore scientifico del Laboratorio degli Annali di storia, che ha proposto una lettura di lungo periodo delle trasformazioni della violenza politica nella storia della Repubblica. Muovendo dalle diverse strategie che hanno attraversato il secondo dopoguerra, la relazione ha posto al centro dell'analisi il mutamento intervenuto negli anni Ottanta, individuando il passaggio da una violenza orientata prevalentemente alla destabilizzazione a forme più complesse, nelle quali assumono un ruolo decisivo l'opacità, i depistaggi e la frammentazione della conoscenza storica. Una riflessione, quella del professor Ruta che ha inteso ricondurre le singole vicende entro un quadro interpretativo più ampio, nel quale la ricerca storica è chiamata a confrontarsi con le trasformazioni delle razionalità politiche e istituzionali che hanno segnato quel decennio.

È seguito l'intervento del senatore Giuseppe Lumia, già presidente della Commissione parlamentare antimafia, che ha affrontato il tema del rafforzamento degli strumenti parlamentari di indagine, sottolineando l'esigenza di consolidare il ruolo delle Commissioni d'inchiesta come presidi permanenti della trasparenza democratica.

Il luogotenente della Guardia di Finanza Corrado De Fecondo ha quindi ricostruito con ampiezza documentaria il tema dei depistaggi che hanno accompagnato il disastro del DC-9 Itavia precipitato nei cieli di Ustica il 27 giugno 1980, soffermandosi sui numerosi ostacoli che hanno reso particolarmente difficile l'accertamento della verità.

La scrittrice investigativa Stefania Limiti ha infine sviluppato una riflessione sulle premesse politiche e istituzionali delle stragi degli anni Ottanta, soffermandosi sulle caratteristiche delle forme di violenza politico-criminale che hanno segnato quella fase della storia italiana e sulle persistenti aree di ricerca ancora aperte.

Particolarmente significativa è stata inoltre la partecipazione morale e istituzionale all'iniziativa. Al Forum sono infatti pervenuti messaggi di condivisione e di augurio da parte di enti di notevole autorevolezza. Uno molto significativo è arrivato dal Rettore dell'Università degli Studi di Bari «Aldo Moro», prof. Roberto Bellotti, con cui peraltro il Laboratorio degli Annali diretto dal prof. Ruta intrattiene rapporti nell’ambito dei convegni storici internazionali che il Laboratorio ha realizzato con la collaborazione di diverse Università degli Studi di Genova, Siena, Milano e altre. Il rettore ha rimarcato l’importanza del Forum come momento di confronto tra il mondo accademico, le istituzioni, la magistratura e la società civile, per ricostruire parti importanti della storia italiana contemporanea. Un altro lungo messaggio di condivisione e di saluto è arrivato dal Rettore dell'Università di Macerata, prof. John McCourt che ha citato tra l’altro Marc Bloch, secondo cui “l’incomprensione del presente nasce fatalmente dall’ignoranza del passato”.

Tra i messaggi assume inoltre particolare rilievo la disponibilità espressa dall'Accademia dei Georgofili di Firenze, ente di studi agrari tra i più antichi e prestigiosi nel mondo, ad avviare un rapporto di collaborazione con il Laboratorio degli Annali di storia, a testimonianza del crescente interesse che il progetto del Forum sta suscitando anche in ambito accademico e scientifico. Un altro messaggio di forte spessore è giunto da Amnesty International Italia, nella persona della presidente, Alba Bonetti, che sottolinea tra l’altro l’impegno di Amnesty anche sul fronte della memoria come strumento fondamentale per impedire l’oblio che incombe su vicende dolorose che toccano l’umanità intera.

Rilievo emblematico assumono inoltre i messaggi di partecipazione morale e di augurio provenienti da associazioni antifasciste italiane. La presidente dell’ANPI di Oristano, Carla Cossu, nel suo lungo messaggio, sottolinea le situazioni di depistaggio che hanno caratterizzato le condotte istituzionali nel caso di Ustica. Il presidente dell’ANPI provinciale di Brescia, Lucio Pedroni, nel sostenere l’importanza del Forum, rileva come ancora dopo 52 anni dalla strage nella Piazza della Loggia di Brescia, insista ancora la ricerca giudiziaria per fare piena luce su quel tragico evento. Il presidente dell’ANPI di Modena, Vanni Bulgarelli,  ha espresso il proprio pieno apprezzamento della scelta di porre gli anni ottanta, spesso trascurati nell’analisi storiografica, al centro del 3° Forum.

Sono ancora significativi i messaggi pervenuti dalle associazioni impegnate nel contrasto al mondo criminale. Mirko Schio, presidente dell’associazione nazionale “Feriti e vittime della criminalità e del dovere”, con sede a Venezia ha scritto che solo una lettura fondata sul rigore delle fonti e sull’apporto di diverse chiavi interpretative può contribuire a restituire pienamente il significato di quegli eventi e il loro impatto sulla vita democratica del Paese. La presidente dell’Associazione Peppino Impastato e Adriana Castelli di Milano, Silvia Gissi, ha rilevato che sgombrare il campo delle zone d’ombra, attraverso una riflessione storiografica rigorosa e un dialogo aperto tra studiosi, magistrati, giornalisti e istituzioni, è un profondo dovere civile e morale. Raffaele d’Alfonso del Sordo, presidente dell’Associazione antimafia e di promozione della Legalità “I ragazzi di via D’Amelio”, presente nella Sapienza Università di Roma, conclude il suo lungo messaggio, rilevando che momenti come il forum semestrale sono vitali per la democrazia e per la comunità nazionale intera.

Il dibattito è stato moderato dal volontario civile Gianluca Floridia, che ha sottolineato la forza innovativa e paradigmatica del Forum e dell’analisi tracciata dal direttore scientifico nel ragionamento storico di apertura, sulla violenza e sull’oblio come “disabilità cognitiva sociale”.

Con questo terzo appuntamento il Forum consolida insomma il proprio percorso come laboratorio permanente di ricerca storica, orientato a promuovere un confronto rigoroso tra studiosi, magistrati, giornalisti investigativi, rappresentanti delle istituzioni e società civile. L'obiettivo rimane quello indicato sin dalla prima edizione: contribuire, attraverso gli strumenti della ricerca storica, a una comprensione sempre più approfondita delle vicende che hanno segnato la storia della Repubblica, nella convinzione che la conoscenza costituisca una condizione essenziale della maturazione democratica.

Il Laboratorio degli Annali di storia ha poi comunicato che i lavori del 3° Forum saranno resi disponibili integralmente attraverso i canali digitali dell'ente scientifico e costituiranno la base per la costituzione di una memoria resistente delle discussioni, in forma multimediale, perché restino fruibili agli studiosi, alle agenzie della società civile e ai percorsi formativi delle scuole di ogni ordine e grado. Infine il direttore scientifico, prof. Ruta, ha indicato la data del quarto Forum: il 12 dicembre 2026.