GIU’ LE MANI DALL’OSPEDALE PIEMONTE
La prospettiva di chiudere il Piemonte per trasformarlo in ospedale COVID è inaccettabile. L’ordine di non accogliere nuovi ricoveri emanato dalle locali autorità sanitarie ha già portato all’interruzione di servizio per interventi programmati per patologie gravi (tumori), casi acuti e riabilitazione, interrompendo la catena dell’assistenza sanitaria. È semplicemente impensabile che la risposta a una (prevista e prevedibile) necessità di maggiore assistenza sanitaria dovuta alle ospedalizzazioni da Covid avvenga interrompendo le prestazioni per gli altri ammalati. La tutela della salute pubblica si fa rafforzando le strutture non riducendone i servizi!
Questo comporterebbe un altissimo prezzo assistenziale a carico dei malati acuti e dell'area dell'emergenza (pronto soccorso generale, rianimazione, cardiologia) e dei malati cronici dell'area della riabilitazione.
Di fronte alle forti e determinate prese di posizione di partiti politici, sindacati, associazioni e cittadini comuni, l'assessore Razza ha fornito generiche ed insufficienti rassicurazioni che non possono soddisfare la necessità di trasparenza in un settore così importante qual è quello dell'assistenza sanitaria.È infatti tuttora vigente la disposizione che vieta i nuovi ricoveri al Piemonte, interrompendo il servizio sanitario ordinario della struttura.
L'assessore assuma ogni necessario provvedimento per garantire che l'ospedale Piemonte continui la sua attività globale. Le necessità del momento non possono condurre ad adottare rimedi peggiori dei mali.