Io vedo, l’installazione di Francesca Borgia
di Dominga Carrubba - Da lunedì 17 novembre fino a venerdì 28 novembre 2025 la Chiesa di S. Tommaso “il vecchio” accoglie” 15.000 sudari in terracotta bianca, uno per ogni bambino ucciso a Gaza...
Si chiamava Arciconfraternita dei Bianchi sotto il titolo della “Pace”, sodalizio fondato nel 1550 presso l'Oratorio dei Santi Cosma e Damiano a Messina, ad opera di nobili per dirimere le controversie e pacificare opposte fazioni.
E nel 1841 Giuseppe Grosso Cacopardo fa riferimento proprio alla “strada della Pace”, scrivendo: “[…] Imboccando nella strada della Pace, s’incontrava la graziosissima chiesa di S. Tommaso, di squisita architettura forse del Montorsoli, i cui ruderi ancor si vedono entro il giardino de’ Padri Teatini […]”.
Il carattere essenziale della chiesetta di S. Tommaso “il Vecchio” - a pianta quadrata con una sola abside orientata ad est sormontata da cupola e un vano rettangolare che propone l’unica navata, coperto da volta a botte lapidea - è la cifra dell’installazione “Io vedo” di Francesca Borgia.
È stato più difficile pensare o realizzare questi 15mila sudari bianchi?
Entrambi, ma forse è stato più difficile realizzarli – risponde l’Artista messinese.
Francesca Borgia ha impiegato circa 8 ore al giorno in 7 mesi per modellare argilla bianca in piccoli sudari, bianchi come bozzoli di crisalidi esanimi, avvolti dalla cura, ripiegati dal mancato volo e richiusi in eterno silenzio.
" [...] Una crisalide svelta e sottile
quasi monile
pende sospesa dalla cimasa
della mia casa […]"
(Guido Gozzano, L’amico delle crisalidi)
Da fonti UNICEF si apprende che al 1 ° aprile 2025 sono stati uccisi 15mila bambini a Gaza dal 7 ottobre 2023.
Mentre lavorava, modellava e seppelliva lembi di vita, Francesca sperava che la guerra finisse, ma l’installazione è stata allestita parallelamente ai campi di tende ai margini di una Striscia di terra che chiede giustizia, soffrendo la fame e il freddo e guardando la vita morire.
In un recente studio che ha utilizzato i dati dell’agenzia ONU per la Palestina UNRWA si legge che quasi un bambino su sei di età inferiore ai 5 anni a Gaza, circa 55.000, è malnutrito e quasi un quarto è tanto malnutrito da avere “poche possibilità di riabilitazione”.
E ancora l’agenzia delle Nazioni Unite per l’infanzia, nella Striscia di Gaza, conta 64.000 bambini uccisi o mutilati, fra i quali almeno 1.000 neonati.
Non trascurando i bambini morti per malattie prevenibili o sotto le macerie.
Io vedo – scolpisce Francesca.
E tu sei spettatore o attore partecipe? Noi siamo inconsapevoli anestetizzati o consapevoli motivati? E loro ancora e fino a quando inermi ai tavoli di pace martirizzata?
Il diritto alla vita non dovrebbe essere un principio inviolabile, fondamentale e universale?

"[...] O prigioniero delle tue bende
pendulo e solo
soffri? Il tuo cuore sente che attende
l’ora del volo? […]"
(Guido Gozzano, L’amico delle crisalidi)
Io vedo che non si può continuare ad essere indifferenti;
io vedo che l’arte è il linguaggio universale per gridare pace e solidarietà;
io vedo che i 15mila sudari sono anonimi numeri in statistiche, ma vite interrotte da curare nella memoria;
io vedo bambini piangere e domandare perché questa pila di morti cresce tanto da sollevare una piramide di bozzoli bianchi inascoltati;
io vedo che il cibo unisce e divide come un’arma che uccide affamando (da qui la presentazione dell’installazione durante un evento Slow Food);
io vedo che Dio perdona e accoglie, mentre si grida “restiamo essere umani”.
"Non ti ho fatto né celeste né terreno, né mortale né immortale,
perché di te stesso quasi libero e sovrano artefice ti plasmassi
e ti scolpissi nella forma che avresti prescelto.
Tu potrai degenerare nelle cose inferiori che sono i bruti;
tu potrai, secondo il tuo volere, rigenerarti nelle cose superiori che sono divine."
(Giovanni Pico della Mirandola, Oratio de hominis dignitate)