Policlinico G. Martino, il reparto di radioterapia è anche arte
di Dominga Carrubba - Martedì 22/02/2022 è stato inaugurato il nuovo reparto di Radioterapia Oncologica del Padiglione E – primo piano al Policlinico “G. Martino” sotto il segno dell’arte di Simone Caliò, della scienza e della tecnologia...
Martedì 22/02/2022 è stato inaugurato il nuovo reparto di Radioterapia Oncologica del Padiglione E – primo piano al Policlinico universitario “G. Martino” sotto il segno dell’arte, della scienza e della tecnologia a sostegno dei trattamenti radioterapici.
Infatti, alla tecnologia di ultima generazione si accompagna la solarità mediterranea delle opere di Simone Caliò.
L’inaugurazione si è svolta alla presenza del Rettore, prof. Salvatore Cuzzocrea, che ha tagliato il nastro, della Caposala Ninfa Faraci, del Commissario straordinario del Policlinico, dott. Giampiero Bonaccorsi, del Direttore dell’UOC di Radioterapia e del prof. Stefano Pergolizzi.
Erano presenti anche il Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Messina, Mons. Cesare Di Pietro, che ha benedetto i nuovi locali, con la partecipazione del Cappellano del nosocomio, Padre William.
Se la storia è una sequenza di coincidenze dissimulate da circostanze di fatto, allora si può annoverare tra le casualità anche il giorno in cui si avvia il nuovo reparto di radioterapia del policlinico messinese.

L’inaugurazione, una data particolare
Il 22/02/2022 è un giorno particolare perché è una data palindroma, dal greco antico πάλιν "di nuovo, indietro" e δρóμος "percorso", col significato “che può essere percorso in entrambi i sensi”.
Ci piace immaginare che questo giorno contenga la memoria del passato, tornando indietro nella lettura della sequenza dei caratteri numerici, e nel contempo il presente, leggendo verso destra, proiettato al futuro.
La lettura del tempo in via speculare, da sinistra verso destra e viceversa, segnata da una data palindroma, non travisa il significato degli eventi e la mission del progetto: curare il corpo con i trattamenti oncologici e abbracciare l’anima dei pazienti con l’arte.
Nuovi percorsi dedicati per pazienti e il personale con ampi spazi progettati dalla sinergia dell’Ateneo e dell’Azienda ospedaliera, vantando l’unica Scuola di Specializzazione in Radioterapia presente fra le regioni Sicilia, Calabria, Molise, Basilicata e Puglia.
Sono stati installati un moderno Acceleratore Lineare munito di una TC per le verifiche del posizionamento, un Acceleratore Lineare con braccio robotico-Cyberknife (R), tra i pochi operanti in Italia, un Acceleratore lineare, prossimamente sostituito con uno di ultima generazione.
Inoltre, è attivo un sistema di Brachiterapia endocavitaria, unico presente in Sicilia.
Si tratta di sistemi avanzati di pianificazione dei piani di trattamento con calcolo della dose con sistema Montecarlo e software di Intelligenza Artificiale.
Le tecniche di erogazione sono completate con la possibilità di utilizzare terapie radianti con tecniche 3D, ad Intensità modulata, Volumetriche seriali, Stereotassiche, Endocavitarie.
Si prevedono ulteriori acquisizioni di moderne tecnologie idonee al perfezionamento della didattica, della produzione scientifica e dell’offerta assistenziale.

…Prendersi cura vuol dire prendersi a cuore…
Nel 2022 viene inaugurato un reparto di radioterapia d’avanguardia che si prende cura del corpo e dell’anima, mentre un secolo fa, nel 1922 il dott. Ettore Castronovo assumeva il servizio radiologico dell’Arciconfraternita dei Rossi ed istituiva per la prima volta a Messina il servizio di radioterapia profonda dei tumori.
Oggi nel nuovo reparto di radioterapia si trova una sala-museo dedicata al Maestro Ettore Castronovo, fondatore della scuola di Radioterapia a Messina.
Davanti ad un reparto d’eccellenza che cosa avrebbe detto il fondatore della scuola di Radioterapia della Città dello Stretto?
Ebbene, sappiamo quello che ha dichiarato all’inaugurazione della Clinica Radioterapica dell’Università di Messina il 7 dicembre 1951, dove paradossalmente troviamo un accostamento alle spese militari che, in questo periodo storico segnato dalla guerra in Ucraina, risulta attuale:
«Con questa cerimonia viene oggi esaudito un mio antico desiderio: tocco la meta che ho perseguito con tenacia inesausta: dare a Messina un Istituto di Radiologia, creare una clinica radioterapica a servizio della cura del cancro.
Il risultato raggiunto è ben piccola cosa, ma è costato tanta fatica!
Oggi, nel tempo in cui si spendono somme che noi più vecchi non sapevamo concepire neppure come simbolo aritmetico, per creare mezzi di distruzione farebbe ben sorridere uno scettico per un’opera come questa!
Non è costata che quel che costa il solo motore di un solo dei mille e mille carri armati che sono pronti all’assalto. Si inaugura forse con solennità un carro armato? No, certo!
Ma io dico agli scettici che si inaugura con solennità una piccola cosa come questa, ed è bene che ciò si faccia, perché ha il valore di un simbolo: simbolo di carità umana, simbolo di solidarietà con chi pena e soffre, condannato dal destino […]»

L’arte è terapia per l’anima di chi soffre
I corridoi del reparto rinnovato inoltrano in un altrove che immerge in paesaggi mediterranei, solari, confortanti.
Le pareti diventano finestre sull’arte con la funzione di creare un ambiente sospeso tra l’attesa e la speranza.
L’artista Simone Caliò ci fa partecipi della sua idea arte-terapeutica.
Come nasce la sua collaborazione nel progetto di rinnovamento del reparto di Radioterapia Oncologica al Policlinico universitario “G. Martino”?
Gli ospedali sono luoghi in cui ci si prende cura dei pazienti, di coloro che soffrono e nella sofferenza attraversano un cammino di speranza.
L’arte può venire in soccorso a quanti nello spazio, a volte freddo e poco accogliente, di un ospedale, vivono un’esperienza difficile e traumatica.
Quando un anno fa visitai il padiglione di radioterapia oncologica del Policlinico Universitario “G. Martino” di Messina mi resi conto di come fosse ancora un cantiere, mancavano i muri e avevo con me una piantina perimetrale per capire gli spazi che sarebbero stati destinati alle mie opere.
L’ingegnere Franco Trifirò, progettista dei lavori, aveva ideato un programma di riqualificazione, anche artistico-muraria, del padiglione di radioterapia oncologica del Policlinico “G. Martino”.
Il suo progetto prevedeva che ad abbellire quello spazio che si presentava come un bunker, angusto e triste, fossero le mie opere pittoriche.
Accettai di buon grado, anzi con entusiasmo, questo progetto confrontandomi costantemente con tutti gli “attori” e seguendo tutte le fasi dell’esecuzione, il fine per tutti ormai era rendere bello e accogliente questo reparto.

Quali criteri ha adottato nella scelta delle opere?
La scelta delle opere da selezionare si orientò verso “i miei mari”.
Anche io, quindi, m’impegnai con passione nella realizzazione di un progetto artistico murario che potesse accompagnare il paziente e il personale medico e paramedico in un percorso di speranza e di luce; attraverso alcune delle mie opere pittoriche di ispirazione marina, dai colori intensi e solari che richiamano le nostre radici, il nostro stretto, la nostra Sicilia.
Pensare di riprodurre le mie opere con gigantografie era la scelta più idonea visto il luogo, ma poteva in effetti essere una scelta rischiosa trattandosi di grandi dimensioni di stampa anche di 4 metri per 3 metri, soprattutto a livello di resa o di risoluzione dell’immagine.
Tuttavia, i nuovi materiali in PVC offrono una resa ottimale, tanto che l’effetto, visitando il padiglione, è di grande impatto.
L’arte pittorica può essere terapeutica?
Il programma di riqualificazione, nella sua interezza, è stato realizzato in tempi abbastanza brevi e gli spazi e i muri del padiglione hanno così trasformato l’ambiente in un luogo confortevole, dove la bellezza riesce ad assolvere ad un compito terapeutico, allietando la degenza dei pazienti.
È ampiamente dimostrato come l’arte visiva - e non solo visiva - abbia un impatto positivo sulla salute sia mentale che fisica negli individui.
Infatti poter guardare ed ammirare un’opera d’arte contribuisce al rilascio nel corpo della dopamina, il neurotrasmettitore che regola l’umore.
Prendersi cura vuol dire prendersi a cuore.
Si tratta di un atto inventivo, di un’azione concreta che cambia il reale, trasformandolo in bellezza e speranza.
Ne approfitto per ringraziare il Magnifico Rettore, Dott. Salvatore Cuzzocrea, per le belle parole spese sui miei lavori all’inaugurazione del padiglione avvenuta il 22 febbraio 2022, per il cambiamento e la modernizzazione dei reparti del Policlinico in atto ormai da tempo. Ringrazio l’ingegnere Trifirò progettista e ideatore del progetto che con cura e passione ha seguito tutto l’iter.
Ringrazio il geometra De Luca, persona deliziosa e purtroppo scomparso di recente.
Infine, ringrazio tutte le maestranze e la ditta appaltatrice, la ditta che ha realizzato le gigantografie e la messa in opera per la professionalità, nonché l’architetto La Delfa per il rendering a supporto con Davide Caliò per le foto ad alta risoluzione.
L’arte e la scienza abitano i corridoi del nuovo reparto di radioterapia del Policlinico di Messina, così come insieme hanno animato il monumento celebrativo per Ettore Castronovo, collocato all’ingresso principale del cimitero messinese.
Si tratta di due mani di marmo bianco che aprono uno squarcio su un blocco di granito nero.
L’arte di Simone Caliò, la scienza e la tecnologia continuano ad essere a servizio della cura del cancro, curando la persona che rimane l’esito dell’anima con il corpo.
