LA QUESTIONE UNIVERSITARIA

Il dibattito recente sullo svolgimento dei concorsi per professori universitari ha riaperto la questione universitaria in Italia. Ma nel frattempo, sopiti gli interventi suscitati dal clamore dalla trasmissione televisiva “PRESA DIRETTA” su “Il sistema università”, sembra che il tutto sia stato messo a tacere, senza ulteriori approfondimenti e ricerche di rimedi immediati e soluzioni a lunga gittata.
L’AIDU, però, non può restare inerte ed è invitata a prendere posizione e dire la sua attraverso una discussione ampia e documentata, rigorosa ed efficace, in vista di un pronunciamento ufficiale da condividere possibilmente con altre associazioni affini per definire una piattaforma di confronto con il MIUR, passando anche attraverso la grande comunicazione di massa, in primis i maggiori quotidiani italiani e le reti televisive più diffuse. In particolare potrà risultare utile la presenza su ROARS (Return On Academic Research and School) e sulla rete creata dal professor Carlo Ferraro di Torino, che ha promosso il Movimento per la Dignità della Docenza Universitaria.
Restano aperti due interrogativi: se le procedure concorsuali debbano prevedere la continuazione dell’esperienza dell’Abilitazione Scientifica Nazionale e del modello di cooptazione verificata secondo l’articolo 24 della legge 240 del 2010.
In particolare va sciolto il nodo dell’articolo 18 della medesima legge che prevede una procedura “aperta”, la quale nei casi in cui il vincitore sia esterno all’università che bandisce comporta un aggravio di spese correnti, dovendo provvedere sia allo stipendio del nuovo entrato che a quello dell’aspirante interno soccombente e comunque da mantenere in servizio. Va dunque trovata una premialità economica adeguata da parte del MIUR a favore degli atenei che utilizzino il citato articolo 18.
Quanto alla cooptazione verificata, c’è da tenere presente che è una prassi consolidata in molti sistemi universitari esteri, pur con modalità diverse. Comunque pare opportuno sostenerla perché garantisce la continuità sia a livello didattico che scientifico. Ovviamente la sua correttezza va verificata con strumenti adeguati che al momento sono garantiti dall’Abilitazione Scientifica Nazionale.
Al momento si discute, a livello ministeriale, anche di modifiche alle norme sull’autonomia didattica, che mirano al rafforzamento dell’interdisciplinarietà e ad una maggiore flessibilità nei corsi di studio, anche attraverso un adeguamento delle norme regolamentari alle nuove categorie di lauree e lauree magistrali professionalizzanti o abilitanti all’esercizio della professione. Tra le novità vi è anche l’Erasmus italiano per la mobilità studentesca fra gli atenei del nostro Paese.
L’AIDU segue l’evolversi della situazione e si riserva di indire apposite iniziative al momento opportuno.