Onofrio Gabrieli: pittore e ingegnere “engagé”

Un ingegnere “umanista” dell’Ordine ci porta alla scoperta di Onofrio Gabrieli, nel quarto centenario della nascita

a. Francesco Susinno: presunto ritratto di Onofrio Gabrieli [Kunstmuseum di Basilea]

di Eugenio Campo, Componente Commissione Gestione del Patrimonio Immobiliare Ordine degli Ingegneri della Provincia di Torino (già pubblicato dall'edizione piemontese del Giornale dell'Ingegnere)

Nato a Gesso di Messina il 2/4/1619, Onofrio Gabrieli a 19 anni si trasferisce a Roma dove si perfeziona presso Nicolas Poussin e Pietro da Cortona, quindi si sposta a Padova dove trova piena affermazione al servizio del conte Troiano Borromeo. L’attività di questo periodo è ben testimoniata dalla villa di Sarmeola: 5 sale affrescate con episodi della Bibbia, allegorie, paesaggi. Resta anche un dipinto di genere conservato agli Eremitani.

Torna a Messina, verosimilmente dopo la morte del conte nel 1657. Trova una città attrattiva ed ambiziosa: talento artistico e qualità personali gli procurano commesse di lavoro e riconoscimenti. Originale il suo stile: dolce e leggiadro, con molto uso di gioielli, nastri e merletti.

Purtroppo i terremoti del 1793 e 1908 hanno distrutto quasi tutta la produzione di Onofrio.In Sicilia, per conoscere Onofrio Gabrieli, bisogna recarsi a Randazzo, dove le tre parrocchie (Santa Maria, San Martino e San Nicola) hanno fatto a gara per accaparrarsi le sue opere.
Notevole una Madonna della Lettera, nella chiesa di Santa Maria della Concezione di Siracusa, dipinta verosimilmente nel 1662. Uno dei tanti tasselli posti in atto dai messinesi affinché la Chiesa riconoscesse l’autenticità della Lettera che la Madonna avrebbe consegnato ai suoi ambasciatori il 3 giugno dell’anno 42.

Culto della Sacra Lettera che la Chiesa ammetterà nel 1669, pontefice Clemente IX. Epilogo di successo dopo ripetute disobbedienze e censure, come nel caso del primo dipinto di Onofrio, esposto nella Chiesa dei Siciliani di Roma il 3 giugno 1642 (sedicesimo centenario della consegna della Sacra Lettera), fatto rimuovere dal Santo Uffizio.
Onofrio condivide dunque le aspirazioni egemoniche della città e contribuisce alla loro realizzazione. Stessa condivisione per i problemi ambientali del luogo, come il danno causato dal torrente Boccetta che, attraversata la città murata, versa i detriti trasportati all’imboccatura del porto.

Esemplare è il trattato di 21 pagine offerto da Onofrio ai senatori messinesi, affinché decidano sulle opere da realizzare per evitare il danno causato dal torrente.

Non essendoci uniformità di opinioni su cosa fare, Onofrio si propone di riassumerle, vagliando ciascuna soluzione in termini di
• fattibilità;
• controindicazioni;
• efficacia;
• costi.

Nel primo caso si tratterebbe di lasciare incolti i terreni prospicienti il torrente, di costruire muri di protezione, di proibire l’estrazione di pietre dal greto.

Nel secondo caso si tratterebbe di deviare il corso del torrente prima del suo ingresso in città di Porta Boccetta, in modo da allontanare il suo sbocco rispetto alla zona falcata.

Nel terzo caso si tratterebbe sempre di una deviazione, ma molto più a monte, in contrada Scoppo, in modo che esso scorra al di fuori della città murata e confluisca nel torrente Trapani.

d. La pianta di Messina cinta da mura con indicazione dell’attraversamento del torrente Boccetta

La prima soluzione viene valutata inefficace, con l’aggravante della rinuncia alla coltivazione dei terreni ed alla disponibilità di pietre da costruzione per la città.

La seconda soluzione risulta poco idonea, perché non si riuscirebbe a garantire al torrente una pendenza sufficiente in tutti i tratti del nuovo percorso.

La deviazione in contrada Scoppo è valutata positivamente. Il tratto a valle della deviazione non sarebbe sufficiente per determinare una portata significativa. Il costo dell’opera è stimato in8000 scudi.
Dopo l’analisi delle tre opinioni correnti, Onofrio propone una quarta ipotesi “corollario”, come per dire: tutti gli elementi prodotti nell’analisi delle proposte precedenti consentono di stabilire la soluzione ottimale.

Essa prevede di deviare il corso del torrente prima dell’ingresso in città e la creazione di un bacino di sedimentazione dei detriti, in modo che ad attraversare la città siano acque limpide.

Solo tre pagine vengono riservate a quest’ultima soluzione, ma con due elementi importanti che rendono il lavoro di Onofrio praticamente un executive summary:

a. un modello in scala dell’opera, realizzato e disponibile, per una dimostrazione appropriata del funzionamento;

b. la stima dei costi di realizzazione,200 onze, e di manutenzione, 40 onze/anno.

In sintesi, le prime due proposte sono da scartare, la terza è buona, ma la quarta è ottima. Infatti la quarta ipotesi ha un costo di 1000 onze (inclusivo di 20 anni di manutenzione), contro un costo di 3200 onze (1 onza = 2,5 scudi) relativo alla terza ipotesi.

b. Onofrio Gabrieli: Madonna della Lettera [chiesa di Santa Maria della Concezione di Siracusa]

Il trattato è stampato nel 1668. La sua ispirazione è bene espressa dal suo incipit “Deliberandum est diu quidquid stauendum est semel”.
La proposta è accolta dal Senato cittadino ed i lavori hanno inizio. Sennonché le energie della città e di Onofrio devono a breve essere impiegate nella rivolta antispagnola.

Il partito dei malvizzi, con l’aiuto determinante dei francesi, si rivolta contro gli spagnoli, che lasciano la città e si rifugiano presso il castello di Milazzo. Onofrio è uno dei malvizzi ed a lui è affidato il potenziamento delle strutture difensive.

Purtroppo il destino di Messina si decide altrove, Spagna e Francia trovano un compromesso con la pace di Nimega, i francesi ritirano l’appoggio e le loro navi lasciano il porto di Messina. Onofrio è uno dei tanti messinesi che il 16 marzo 1678 fuggono con la flotta francese per sottrarsi alla vendetta degli spagnoli tornati padroni della città.
Onofrio ha 59 anni, sbarcato a Tolone torna in Italia, per risiedere prevalentemente a Mantova, dove gode della protezione della duchessa Anna Isabella.

Solo nel 1702, all’età di 83 anni, dopo l’indulto concesso da Filippo V, Onofrio può tornare a Messina. In tempo per narrare la sua storia a Francesco Susinno, autore nel 1724 sull’esempio del Vasari, de Le Vite de’ Pittori Messinesi. A Gesso per godere ancora la vista del sole che tramonta dietro le Eolie. L’ultimo sole: il 26 settembre 1706.

c. Frontespizio del libretto sugli interventi proposti per il torrente Boccetta