Yule, la collettiva all’Ambulatorio d’Arte ASP 5

di Dominga Carrubba - Da sabato 17 dicembre 2022 fino a sabato 11 marzo 2023, nel segno della bellezza e della cura, è stata inaugurata la collettiva d’arte “Yule” mostra del solstizio di inverno nei locali dell’Ambulatorio di Psichiatria ASP 5 di Messina…

Yule, la collettiva all’Ambulatorio d’Arte ASP 5

In una collettiva d’arte è la diversità che unisce gli artisti e guida gli spettatori nella scoperta delle svariate forme espressive.

Il modus operandi di ciascun pittore diventa strumento e portavoce, elemento significante e significato in un percorso corale che all’arte congiunge la conoscenza terapeutica di sé stessi.

“Yule” mostra del solstizio di inverno, curata dal dott. Gaetano Arcovito e arrivata alla quarta edizione nell’Ambulatorio di Psichiatria ME – Nord, vuole diventare il nonluogo dove la bellezza risiede nella diversità delle forme di espressione e delle tematiche, la cura interiore nella scoperta, interpretazione e condivisione di scenari astratti, figurativi, visionari, mitologici e suggestivi.

Alla mostra sono in esposizione le opere degli artisti:

Currò, Di Bella, De Pasquale, Di Prima, Felis, Mantilla, Samperi, Spadaro, Tedone

Fino a che tutti non sono liberi, nessuno è libero”

(Martin Luther King)

Questa frase è l’incipit della collettiva inaugurata in un periodo storico segnato dalle guerre a scacchiera nel mondo, da manifestazioni che gridano “donna vita libertà” in Iran, da tante solitudini vissute nella malattia da cui riscattarsi e rinascere.

Yule è la festa della luce, il cui significato sembrerebbe riferirsi al norreno Hjól ("ruota"), evocando che nel solstizio d'inverno la ruota dell'anno, vale a dire il ciclo naturale della terra, dal punto più basso inizia a risalire, come le ore di luce che dal momento più buio ricominciano ad aumentare verso l’equinozio di primavera.

Afferma il dott. Gaetano Arcovito:

«Non basta soltanto guardare, commentare, prendere degli stimoli più o meno diversi tra di loro, l’importante è anche operare, agire, cambiare.

E allora, ecco che l’arte, e questa mostra è un tentativo, può essere chiaramente un buon viatico

L’idea di “Yule”, nata a Patti, come “corridoio d’arte”, per artisti noti e ignoti in una città che qualche anno fa mancava di uno spazio espositivo, ripropone a Messina “l’ambulatorio d’arte” per trovare la soluzione non ancora pensata nel caos immaginifico che si rinnova nell’arte, alla stessa maniera della luce che rinasce ad ogni solstizio d’inverno.

Yule sfida il tempo buio, non a caso associata all’albero sempreverde nel rito celtico.