“Il Projet de loi immigration francese: un attentato al principio d’égalité?”

“Il Projet de loi immigration francese: un attentato al principio d’égalité?”

di Francesco Vitale -
Che la tematica dell’immigrazione sia un argomento divisivo e scottante in Europa non è decisamente una novità, che lo sia in Francia neanche, specie negli ultimi anni.
Recentemente il Parlamento francese ha discusso e approvato una nuova legge che inasprisce le regole immigratorie per i richiedenti extra europei, spaccando (ancora di più) un Paese profondamente diviso socialmente ed economicamente. Al fine di sbloccare un parlamento estramamente frammentato che avrebbe rifiutato a priori di discutere sulla proposta di legge proposta dall’esecutivo, è stata istituita una Comission Mixte Paritaire composta da 7 deputati e 7 senatori, la quale ha concluso una proposta di legge più dura di quella originale da presentare alle Camere. Si tratta, in effetti, di concessioni fatte dai parlamentari macronisti alla destra francese, al fine di ottenere il loro voto al disegno di legge.
Nell’opinione pubblica, vi è chi afferma che questa legge sia necessaria, chi tardiva, mentre altri ancora la trovano un primo inizio all’applicazione della “priorità nazionale” presente nel programma dell’estrema destra francese di Marine Le Pen.
Ora, prima di spiegare esattamente in cosa consiste la riforma proposta dall’esecutivo di Élisabeth Borne -più esattamente dal Ministro degli Interni Gérald Darmanin- dove, ricordiamo, nel sistema francese il Presidente della Repubblica ne è il capo, è opportuno spiegare che cos’è la famigerata “priorité nationale”, di modo che, chi legge possa liberamente giudicare se questo accostamento sia legittimo, parzialmente accettabile o del tutto fazioso. Si premette che, in questo articolo, la conoscenza della lingua francese ne faciliterà moltissimo la lettura, ma se in difetto, si consiglia al lettore di lasciarsi trasportare dalla musicalità della lingua, magari sorseggiando un bicchiere di Bordeaux o di un Chablis, rigorosamente freddo.
Che cos’è, dunque, la Priorità Nazionale? Si tratta di un concetto politico secondo il quale i cittadini di un paese dovrebbero essere privileggiati rispetto agli stranieri in diversi ambiti. Facendo qualche esempio: nel mondo del lavoro le imprese pubbliche o private potrebbero essere incoraggiate o obbligate ad assumere i propri cittadini a discapito dei richiedenti di altre nazionalità; inoltre, questo concetto può limitare l’accesso al welfare e ai servizi pubblici (come la scuola e la salute) ai soli cittadini del paese.
Leggendo il programma del Rassemblement National (autrefois chiamato il Front National), troviamo a più riprese nella sezione relativa al “Projet de Contrôle de l’immigration” e in particolare a pagina 25 che : “La priorité nationale sera autorisée, notamment dans l’accès à l’emploi, dans le secteur privé ou dans le secteur public et dans l’accès au logement social” [la priorità nazionale sarà autorizzata, in particolare, nell’accesso al mondo del lavoro sia nel settore pubblico e privato, e nell’accesso alle case popolari]. Il programma del RN prevederebbe, quindi, l’applicazione di questo concetto nell’accesso al lavoro sia nel settore pubblico e privato, come anche nell’accesso all’edilizia popolare. Inoltre, il programma del partito di Marine Le Pen prevede, nel quadro relativo alla salute, la soppressione dell’AME [aide médicale d’Etat] che permette agli stranieri in situazione irregolare (cioè senza permesso di soggiorno) di poter beneficiare delle cure mediche e ospedaliere gratuite non superanti le tariffe di rimborso previste della legge, limitando quindi la gratuità alle sole cure urgenti.
Fatta questa lunga premessa, e bevuto un sorso di vino, possiamo ora esaminare nel dettaglio la loi immigration approvata dal Parlamento:
1) Per quanto riguarda il versamento delle Prestations Sociales, ovvero sia degli aiuti economici per il pagamento dell’affitto (APL) e degli assegni familiari agli stranieri non europei in
situazione regolare, la legge passa dai vecchi sei mesi di residenza necessari per poterne fare domanda a cinque anni per i disoccupati e a trenta mesi per gli occupati. Queste restrizioni non si applicano agli studenti stranieri;
2) Per quanto concerne l’AME (l’aide médicale d’Etat) non vi è menzione nel disegno di legge; tuttavia, al fine di ottenere i voti dell’estrema destra francese, il Primo Ministro Elisabeth Borne ha promesso una riforma del sistema per l’inizio del 2024;
3) Precedentemente alla riforma, i lavoratori extra europei esercitanti mestieri a rischio venivano regolarizzati automaticamente, ora questo potere sarà di competenza prefettizia dove solo il Prefetto potrà accordare un Permesso di Soggiorno della durata di un anno (rinnovabile);
4) Viene ristabilito il reato di clandestinità con penalità pecuniaria;
5) È ristretta la possibilità di ricongiungimento familiare per gli extracomunitari; precendetemente erano necessari 18 mesi per lo straniero regolare residente in Francia per poter effettuare la domanda di ricongiungimento, oggi invece ce ne vorranno 24, con l’obbligo di dimostrare di possedere delle risorse: “stables, régulières et suffisantes” . Il congiunto deve avere minimo 21 anni contro i 18 precedenti;
6) Saranno fissate delle quote migratorie della durata di tre anni che permetano il numero massimo di stranieri risiedenti in Francia (ed esclusione dei richiedenti asilo);
7) Facilitazione dell’espulsione degli stranieri irregolari condannati per reati puniti con pena detentiva superiore o uguale a tre anni di reclusione, con la perdita della nazionalità francese per coloro che hanno la doppia nazionalità in caso di omicidio volontario di pubblico ufficiale;
8) Fine dello jus soli automatico; il minore potrà richiedere la nazionalità francese a partire dai 16 anni di età.
Ora l’ultima parola spetta al Conseil d’Etat , l’equivalente della nostra Corte Costituzionale, il quale dovrà decidere quali di questi articoli siano del tutto o in parte incostituzionali.
Da parte nostra, si spera che tutto sia più chiaro per il lettore, ci si impegna nel tenervi al corrente degli sviluppi e si propone un brindisi con l’ultimo sorso di vino rimasto nel bicchiere alla lunga vita del celebre motto repubblicano -scolpito in tutti gli uffici pubblici francesi-: liberté, égalité, fraternité!