Ponte sullo Stretto, «i piloni insistono su una faglia sismica attiva, documentata sulle carte di rischio idrogeologico ma non in quelle del progetto. Se questo determina un falso ideologico deve deciderlo il giudice ma l’opera rimane inutile e dannosa». La denuncia, a margine dell’approvazione del decreto Infrastrutture alla Camera (in attesa del beneplacito definitivo del Senato), proviene dal deputato di Avs Angelo Bonelli, nella conferenza stampa congiunta col movimento Universitari contro il ponte sullo Stretto.

Quest’ultimo racchiude 563 universitari tra docenti, ricercatori e studenti – quasi la metà dall’università di Messina, gli altri da atenei italiani e internazionali – rappresentati dal titolare della cattedra di Economia all’università di Messina, Guido Signorino. Il docente ha sollevato varie criticità, denunciando più aspetti: la repressione e l’inasprimento delle pene, anche per chi fa resistenza passiva, nei confronti degli attivisti No Ponte, prevista nel prossimo ddl Sicurezza (posta all’attenzione del presidente della Repubblica in una lettera firmata dalla docente di diritto penale Lucia Risicato). E la questione economica e ambientale.

«Il progetto è decisamente incompleto, finanziariamente scoperto e in più non affronta le problematiche sismiche. È accompagnato da documenti inaffidabili che sovrastimano i benefici e sottostimano i costi, condotto senza coinvolgimento alcuno delle popolazioni interessate e in contrasto con le priorità europee per il trasporto sostenibile. Inoltre, è stato falsamente presentato all’Unione europea come fosse embrionale, quando invece è stato già adottato come definitivo pur non essendo adeguato a essere considerato legittimamente definitivo. A emergere è solo un meccanismo perverso che produce regali ai privati».

La mancata copertura finanziaria a cui il professore fa riferimento è ingente: ben 2 miliardi i fondi che mancano all’appello su un progetto di 14 totali. Fondi che, nonostante una grave crisi idrica, un concreto rischio di desertificazione, e la mancanza di infrastrutture ben più urgenti, saranno prelevati anche dalle casse regionali di Sicilia e Calabria. Il decreto legge Infrastrutture autorizza il Mit ad approvare il progetto esecutivo del Ponte sullo Stretto «anche per fasi costruttive», mostrando la palese mancanza di un progetto definitivo.

Di tutto altro avviso l’ad della società concessionaria per la progettazione e l’esecuzione dei lavori Pietro Ciucci. «La progettazione esecutiva è in linea con le best practice internazionali e ha l’obiettivo di ottimizzare la costruzione dell’opera. Il ponte è un insieme di opere funzionali utili fin da subito alla popolazione. Faccio presente che sarà aperto 365 giorni l’anno senza alcuna interruzione di traffico a causa del vento, se non per eventi eccezionali nei quali si raggiungono velocità medie che statisticamente si registrano nell’area una volta nell’arco di 200 anni».

La piazza di Messina, in occasione del corteo No Ponte in programma per il 10 agosto, proverà a far sentire la voce di cittadine e cittadini, movimenti universitari e associazioni, di un territorio che vanta ben altre priorità.