L’enigma Ponte sullo Stretto

L’enigma Ponte sullo Stretto

di Giovanni Tomasello -

E ci ritroviamo a distanza di decenni e in maniera ciclica a parlare sempre di Ponte sullo Stretto di Messina.

Ci sarebbe da ridere se non fosse per l’accanimento quasi terapeutico da parte del Salvini di turno, perché ci sembra quasi ripetere sempre la stessa barzelletta: stavolta si fa eccome (e giù risate dicendo: ma no non lo faranno neanche stavolta).

È vero, come da titolo di questo articolo, il ponte è un enigma. Ma non tanto perché in questi ultimi due anni Salvini si è interstadito che bisogna farlo per forza altrimenti ne risentirebbe il suo elettorato, ne risulterebbe alterato il suo ego, in poche parole una questione di vita o di morte. No.

L’enigma sta nel fatto che i lavori inizieranno (prima o poi) ma non finiranno e la povera Messina (ma chi se ne frega!) si troverà con un territorio smembrato (ma chi se ne frega!) e il messinese inerme a guardare la sua città che va in malora.

Ah no, scusate. Messina può contare sul movimento no Ponte.

Bello, pieno di persone che sanno il fatto loro, che pur di non fare iniziare i lavori si metterebbero con i loro corpi di traverso impedendo la sua pur minima buca sul terreno.

Non fraintendetemi. Anch’io sono contrario al Ponte, ma non per senso ideologico ma per senso pratico. Perché devo consentire che la mia città vada in malora per colpa di un insulso Ministro della Repubblica? E questo lo faccio non con le manifestazioni, non con gli slogan, lo faccio con dati di fatto: Messina già adesso è compromessa nei collegamenti da sud verso nord e viceversa, e mi venite ancora a parlare di Ponte? Ma dove sta la coerenza?

Mi si può chiedere: ma tu non sei coerente, prima dici di essere contrario e poi affermi di essere contrario alle manifestazioni. Dove sta il senso?

Il senso sta nel fatto che chi protesta legittimamente agli occhi della maggioranza dei cittadini messinesi, a mio modo di vedere, risulta ormai superato, ripetitivo, ciclico. Invece si dovrebbe, sempre a mio modesto parere dipanare la matassa con una documentazione inconfutabile e farla vedere alla città, fare vedere alla città che questa è un’opera inutile perché ci sono documenti che lo dimostrano senza alcuna ombra di dubbio.

Il movimento no Ponte, per fortuna ha al suo interno componenti serie che puntano a ciò detto prima, e altri componenti che vanno avanti ad inerzia ideologica. Ecco questa parte mi sembra minoritaria e sarebbe cosa buona e giusta che si facesse da parte.

Sempre secondo me e in piena responsabilità di cittadino e scrivano. Grazie