“Fermate la caccia! Basta sparare ad inermi esseri viventi già peraltro decimati da siccità e incendi”
In una Sicilia di campagne e zone naturali devastate da incendi, caldo e siccità l’apertura della stagione venatoria costituisce una decisione sconsiderata e inaccettabile, che comporterà un danno ambientale gravissimo per la conservazione della fauna selvatica autoctona e migratoria già decimata dalla crisi climatica.
Tale scempio naturale poco interessa a chi Governa la Sicilia e a livello nazionale quello che a certi politici interessa sono i voti delle lobby della caccia (e non il bene della Sicilia) che poi votano e/o finanziano politici e partiti di loro convenienza. Ecco perché si continua a uccidere anche in Sicilia animali selvatici inermi e a rischio estinzione e spesso lasciandoli agonizzare dopo essere stati presi a fucilate.
Eppure la legge è chiara ma non applicata dallo stesso Stato che l’ha promulgata come un principio inderogabile che così si esprime: “La fauna selvatica costituisce patrimonio indisponibile dello Stato ed è tutelata nell’interesse della comunità nazionale e internazionale”. Non solo, ma grazie alla sensibilità acquisita da tempo dai cittadini, è riconosciuto, sempre dalla normativa vigente, che uccidere esseri viventi per puro e passatempo come durante la caccia è un reato punito dal Codice Penale oltre da sanzioni pecuniarie anche dalla detenzione, per poi derogare, di fatto, quando sono calpestati gli interessi economici delle lobby legati come in questo caso all’attività venatoria.
Purtroppo anche la Sicilia- afferma Alfio Lisi portavoce di Free Green Sicilia - è vittima di un ennesimo Governo regionale che fa proprie le richieste delle lobby della caccia e delle armi ed emana un ennesimo calendario venatorio ritagliato su misura delle stesse che tra l’altro ha previsto l’illegittima e devastante pre-apertura l’1 settembre e la totale apertura il 15 invece che il primo ottobre quando tra l’altro la stragrande maggioranza delle specie selvatiche accudisce ancora i propri piccoli, andando così contro la legge nazionale sulla caccia 157/92 e il vincolante parere dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) oltre alle numerose sentenze del Tar regionale dimenticate da chi governa senza regole democratiche ed etiche la Sicilia considerata, di fatto “zona franca”. .
Dopo la decimazione di animali selvatici dovuta agli incendi estivi e al prosciugamento di laghi e fiumi a danno anche della fauna selvatica e delle loro procreazioni, un esercito di cacciatori siciliani armati di fucili a ripetizione (come se stessero andando a fare una guerra) rischiano, se non fermati legalmente, di fare ogni giorno di caccia strage di animali selvatici poiché, così come prevede il calendario venatorio, questo significa che solo in Sicilia milioni di esseri viventi rischiano di essere sterminati nell’arco di oltre cinque mesi di fucilate e questo potrebbe significare la scomparsa della fauna selvatica in Sicilia e di tale incivile e insensata strage d’innocenti dovremmo ringraziare ancora una volta il Presidente e il Governo regionale.