La vita non conosce fallimenti
Tina Luppino "Senza titolo" - olio su tela, cm 50 x 70
di Nino Gussio
Se l'odio dilaga, se l'ingiustizia e l'oppressione possono aggredire e sconfiggere libertà e benessere dei popoli e degli individui, se la politica internazionale non ha altre mire che il dominio e la rapacità con le conseguenti devastazioni umane ed ambientali, tutte le società e i loro stati dovrebbero dichiarare fallimento.
I valori ideali e religiosi, faticosamente elaborati nei secoli non sono pienamente vissuti e rispettati, sono retoricamente enunciati e spesso traditi. Non possiamo vivere l'esistenza in modo automatico, senza progetti universalmente condivisi, senza empatia verso il prossimo ma sospinti giorno per giorno verso un futuro incognito e che non ci appartiene da una economia e da una tecnica che ci sopravanzano e che non hanno bisogno del nostro assenso ma da un passivo consumismo ovviamente appannaggio di una minoranza di fortunati mentre la gran parte dell'umanità è impegnata alla pura sopravvivenza.
Nel deserto morale, nell'inerzia spirituale abbiamo perso fede e speranza, abbiamo sciolto i legami vitali che affratellano la nostra specie. Ma è inutile voler dichiarare fallimento, ci è proibito dall'amore che dobbiamo alle generazioni presenti e future.
La vita non conosce fallimenti, continua ad emergere da tutti i disastri e ad evolvere nonostante la nostra pochezza d'animo, l'inadeguatezza e il cinismo delle organizzazioni statali.