ULTIMA GENERAZIONE: PALERMO, ASSEMBLEA POPOLARE A PIAZZA INDIPENDENZA AL TERMINE DI UN MESE DI MOBILITAZIONE

ULTIMA GENERAZIONE: PALERMO, ASSEMBLEA POPOLARE A PIAZZA INDIPENDENZA AL TERMINE DI UN MESE DI MOBILITAZIONE

Il gruppo locale di Ultima Generazione dalle ore 17 di sabato 14 settembre ha promosso un’assemblea popolare conclusiva di oltre un mese di mobilitazione in piazza Indipendenza a Palermo. Durante l’assemblea le si sono disposte in cerchi ed hanno discusso della Sicilia al collasso, a causa della siccità, della crisi idrica e degli eventi climatici estremi; ma anche della inadempienza delle istituzioni, e dell’accanimento del governo verso Ultima Generazione, dopo l’approvazione della legge “anti Gandhi”, proprio tre giorni fa la richiesta della sorveglianza speciale per Giacomo Baggio di Ultima Generazione. Durante l’assemblea le persone hanno si sono confrontate su questi temi:

 

  1. Qual è il vostro vissuto rispetto a questi eventi estremi? quali emozioni provate?
  2. Cosa chiedereste alla Regione/al Comune per risolvere queste problematiche?

 

Le proposte per gestire la siccità e contrastare l’inazione delle istituzioni sono state: l’immediato adeguamento dell’impianto idrico duale; la manutenzione di dighe e invasi; trasparenza nella gestione delle risorse pubbliche, trasparenza sulla responsabilità dei funzionari regionali; controllo esterno sui fondi gestiti dalla Regione; trasparenza su bandi e appalti europei.

QUATTROMILA FIRME A SCHIFANI E ALLA MELONI

In un solo mese sono state quattromila le firme raccolte dalla lettera aperta al presidente della Regione Vito Schifani e alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, lanciata il 9 agosto, per chiedere un Fondo Riparazione straordinario per la Sicilia. Una lettera che durante l’azione del 10 settembre a Palermo di fronte la sede dell’Assemblea Regionale Siciliana, ha ottenuto anche la firma del deputato siciliano Mario Giambona.

POSSIAMO VIVERE SENZ’ACQUA?

In pieno inverno, il presidente Schifani ha dichiarato lo scorso 9 febbraio lo stato di calamità naturale, ma da allora la situazione è progressivamente peggiorata: acqua razionata nei Comuni, autobotti in soccorso delle popolazioni e del bestiame, laghi prosciugati, agricoltori che sono costretti ad abbattere gli animali per mancanza d’acqua, turisti che disdicono perché nelle strutture non c’è acqua corrente. I danni si avvicinano a 3 miliardi: gli agrumeti dimezzano la produzione, i vigneti non ci daranno più la vendemmia di settembre. Queste sono le conseguenze della crisi climatica, una seria minaccia per la dignità e libertà di ogni individuo. Noi abbiamo agito con azioni di disobbedienza civile nonviolenta per aiutare la nostra regione; ad aprile con coraggio ci siamo immersi nella fontana danzante più grande d'Italia a Palermo per sollecitare il governo Meloni ad intervenire.

DOVE PRENDERE I SOLDI PER IL FONDO RIPARAZIONE

Dinanzi al dramma degli eventi estremi che sono diventati la nostra normalità e al dramma totalmente ignorato da questo governo, gridiamo con ancora più forza la nostra richiesta di un Fondo Riparazione preventivo, permanente e partecipato da prevedere annualmente nel bilancio dello Stato. I soldi dovranno essere ottenuti attraverso l’eliminazione dei Sussidi Ambientalmente Dannosi (SAD), la tassazioni degli extra-profitti delle compagnie fossili, il taglio di stipendi premi e benefit ai loro manager, delle enormi spese della politica e delle sempre più ingenti spese militari. Questo Governo, come i precedenti, non ha alcuna intenzione di affrontare i problemi strutturali alla base della crisi ecologica e sociale in corso.