Palermo, lordata la memoria del partigiano Gino Cortese
di Ottavio Terranova -
La scorsa notte si è consumato a Palermo uno spregevole e vile atto di stampo fascista a danno della memoria del partigiano Gino Cortese, fulgido rappresentante della Palermo antifascista, civile e democratica. E’ stata lordata con vernice nera la targa, posta nell’aprile del 2022, nella rotonda - sita in via Salvatore Cappello - intitolata al comandante partigiano.
Gino Cortese nativo di Caltanissetta e successivamente, dopo la guerra, residente a Palermo, fu indomito comandante partigiano. Inviato a Parma nell’aprile 1943 come sottufficiale, prese immediato contatto con gli antifascisti della città. Dopo l'armistizio del’8 settembre 1943 operò come commissario politico della 47° Brigata Garibaldi operante nel parmense. Il 25 aprile 1945 fu alla testa della Brigata Garibaldi che liberò Parma. Ritornato in Sicilia sviluppò un’intensa attività politica, fu parlamentare regionale del Pci per cinque legislature. Successivamente fu docente universitario. Morì a Palermo il 4 giugno 1989.
I vili attentatori che hanno agito nell’oscurità ceratamene ben sapevano chi fosse stato Gino Cortese nel suo percorso di vita: un antifascista intrepido, un resistente alla vile marmaglia fascista che aveva distrutto l’Italia, prima con la dittatura, poi la guerra devastatrice alleati dei nazisti.
Hanno voluti colpire in maniera premeditata il partigiano antifascista e i Valori fondativi della nostra Repubblica.
Questo gesto ignobile insulta la memoria viva e democratica della città di Palermo.
Come Coordinamento ANPI della Sicilia nell'esternare il nostro sdegno, invitiamo le forze di polizia, in sinergia con il Comune, a sviluppare tutte le indagini necessarie ( nell’area urbana interessata sono installate molteplici telecamere) per individuare gli attentatori.