IL GOVERNO OSCURA I BENI CONFISCATI AI MAFIOSI
di Matteo Iannitti -
Da quest’estate i dati sui beni confiscati alla mafia
non sono più pienamente consultabili sul sito web
dell’Agenzia Nazionale. Il portale OpenRegio che
consentiva di verificare tipologia, numero e indirizzo
dei beni confiscati alla mafia in Italia è stato dismesso
per fare il posto alla “Piattaforma unica delle
destinazioni” che tuttavia non è ancora in funzione.
Da mesi è quindi impossibile consultare i dati sui beni
confiscati. Informazioni che consentono di monitorare
il lavoro dell’Agenzia, che consentono di capire quanti
beni confiscati sono riutilizzati per scopi sociali,
quanti sono abbandonati o quanti sono lasciati nelle
mani dei mafiosi che hanno subito la confisca.
Sul nuovo sito campeggia la scritta “l'elenco dei beni
al momento è accessibile esclusivamente agli utenti
degli Enti autorizzati (Regioni, Province, Comuni,
Città Metropolitane, Prefetture e Demanio). Quando
ci sarà la possibilità della consultazione pubblica ne
verrà data notizia sui principali canali di comunicazione”.
Insomma, voi associazioni, giornalisti e cittadini
che da anni ci rompete le scatole denunciando la
malagestione dei beni confiscati, rassegnatevi.
Nella parte del sito che dovrebbe riportare gli elenchi
dei beni confiscati compare un altro avviso “In considerazione
delle attività di re-ingegnerizzazione del
processo di destinazione e contestuale rinnovo della
piattaforma infoweb, al momento i dati relativi alle
destinazioni dei beni potrebbero essere sottostimati”.
E infatti sono scomparsi, non si sa con quale criterio,
migliaia di beni confiscati dagli elenchi. Anche il
Giardino di Scidà, il bene confiscato alla mafia dove
ha sede la nostra redazione a Catania, non figura più
nella lista dei beni tolti ai mafiosi.
Anche il portale confiscatibene di Libera, basato sui
dati di OpenRegio è stato offline per alcune ore, e
adesso sembra presentare problematiche nella sincronizzazione
dei dati.
Appare incomprensibile il motivo per cui, anche in
preparazione di una nuova modalità di pubblicazione
dei dati sui beni confiscati, si sia scelto di oscurare e
cancellare i dati già pubblicati.
Certo si è dato un altro colpo alla lotta alla mafia,
mentre si attacca spietatamente la magistratura, mentre
si utilizzano le leggi speciali contro i mafiosi per
perseguitare qualche ragazzino.