I VALORI ETICI RENDONO COMPIUTE LE RIVOLUZIONI

Chiesa "SS Pietro e Paolo di Agrò" foto nuovosoldo.com

di Nino Gussio -

Le rivoluzioni sono non capovolgimenti ma giri completi per ripristinare la pienezza dell'essere di ogni persona. Può definirsi rivoluzionario l'affermarsi dell'intelligenza artificiale? Ai fisici Hopfielfd e Hinton hanno assegnato il premio Nobel per aver dato le reti neurali ai computer in modo che possano funzionare come un nostro cervello ma con maggiori capacità ed efficienza. L'accademia del Premio Nobel ha assegnato il premio con la seguente avvertenza: "La nuova tecnologia porterà enormi benefici, ma suscita inquietudine per il futuro" per i rischi che comporta al modo di vivere e al valore dell'uomo in quanto tale. Perché l'intelligenza artificiale costituisse una rivoluzione dovrebbe avere un'etica capace di orientare le incredibili capacità a beneficio esclusivo di noi umani, altrimenti sarebbe una potenza manipolatrice e di controllo senza limite che qualsiasi imbecille, alla Elon Musk, potrebbe usare per intenti socialmente devastanti.

Abbiamo sottomesso, eliminato molti altri esseri viventi di altre specie, abbiamo devastato e ora più che mai il pianeta ritenendoci, per elezione, una specie superiore con il diritto all'arbitrio e non con il dovere della cura e della custodia, ma pur sempre condizionati dalle leggi cicliche della natura.

Ora, per paradosso, sembra che vi sia una sorta di nemesi con il trasferimento delle nostre capacità, della nostra volontà di potenza alle macchine più potenti e più efficienti di noi che in un futuro non troppo distante potrebbero sostituirci perché congegni naturali obsoleti.

Qualche tempo fa. Dio, pur nella sua indecifrabile presenza-assenza, era il punto di riferimento, un limite alle nostre pretese e una garanzia di salvezza. La tecnica vorrebbe decretare la sua morte e noi ci stiamo preparando a subire la nostra se non saremo in grado di competere con essa dotata dell'intelligenza artificiale. Vivere in un perenne presente, senza incognite senza un vissuto che si proietta nella dimensione del possibile e quindi con una libertà amorfa, priva di creatività non conclude un ciclo rivoluzionario ma la fine della trasformazione antropologica.

Non è quindi la tecnica che può farci raggiungere la pienezza dell'essere ma il compimento dei valori etici. È necessario sapere chi siamo e verso quale tipo di umanità vogliamo progredire. Sviluppare le macchine, renderle autonome non ci migliora, rischiamo di essere in balia di potenze a noi estranee e incontrollabili e tante avvisaglie lo preannunciano come le attuali guerre che strategicamente decidono gli eccidi secondo un algoritmo.