Perché un figlio?

Ermenegildo Antonio Donadini "La Prudenza, la Grazia e l'Innocenza" - matita su carta, cm 30 x 28

di Nino Gussio -

Non si fanno figli per avere delle gratificazioni, per raggiungere una completezza di se, ma perché amando si osa vivere e rinascere in perpetuo.

La nascita di un figlio è enigma infinito della creazione che si pone a noi genitori e alla nostra specie. Non lo si dà alla società, alle istituzioni ma si deve fare in modo che sia accolto benevolmente come un unicum.

Mettere al mondo un figlio è il più importante atto politico ed una scommessa rivoluzionaria in un orizzonte di bene. Far nascere non è mai solo un fatto naturale e personale perché si afferma con tutto sé stessi che venire al mondo è continuare il cammino di emancipazione umana dal male, soprattutto da quello causato dalle nostre bramosie e dalle falsità ideologiche.

Noi umani siamo solo capaci di poco amore e non siamo capaci di passare dall'istinto di conservazione della vita ad una visione universale in cui la vita è un bene collettivo da difendere e far progredire, esistiamo da separati e spesso da nemici.

Pasolini diceva che i padri dichiarano le guerre in odio ai figli ma nessuno di noi intenzionalmente vuole che la vita dei propri figli sia immolata per le aberranti paranoie dei potenti, ma si diventa loro complici se si è acquiescenti per indifferenza, per opportunismo.

Si nasce liberi e nessuna ragione economica, politica etc deve essere più della libertà che è anche dignità dell'esserci. Con parole diverse Gesù ci suggerisce di appianare le vie, di eliminare i baratri che impediscono il cammino affinché la vita nella sua pienezza sia amata e benedetta. Si nasce per l'amore, per la bellezza, per la conoscenza e da quello che fuori da essi scaturisce il male.