CARA VITA

Odoardo Toscani "La torre costiera" olio su tavola, cm 14 x 22,5

di Nino Gussio -

Cara vita sarebbe un titolo appropriato ad un libro che racconti, come in una lettera, le nostre vicissitudini gioiose e dolorose, gli amori, i disamori che ci hanno esaltato e demoralizzato; la vita non ci appartiene e dobbiamo valorizzarla sentendoci ad essa grati in modo attivo e creativo.

Bisogna essere appassionati per testimoniare la sua unicità che emana bellezza, bisogna sottrarla alle abitudini che alienano che non riscaldano i cuori e non attivano le menti se non sono opera di cura e di custodia.

Quando l'ombra della sera si allunga sull'esistenza è necessario essere più animosi per dimostrare a sé stessi che vivere è pur sempre un evento miracoloso e che bisogna cercare sempre la gioia ignorando le paure e rinnegando convenienze e oppotunismi egoistici. Non bisogna rinchiuderla nei piccoli spazi della quotidianità ma elevarla verso la divina sacralità poiché da essa proviene; amare ogni suo fremito, ogni istantanea apparizione è sentire l'eterno e l'infinito che si fanno tempo e spazio.

Non è la morte regina delle cose, essa è trascinata dall'incessante divenire e prepara la terra a nuova vita. Non sappiamo cogliere la presenza divina ma il cuore, le fibre del nostro essere ne invocano il bisogno per sentirci come sue creature e non il prodotto di una indifferente natura. Solo al cospetto di Dio possiamo riconoscere la nostra umanità capace di elevarsi al bene e alla verità che formano l' unità morale e spirituale; l'arte ne è una espressione se è svelamento, interrogazione dell'io profondo così anche la scienza se non si traduce con la tecnica in volontà di conquista.

Il socratico Conosci te stesso non è solo la consapevolezza delle pulsioni inconsce ma sentirsi come l'esito di tutte le relazioni antecedenti e presentì alla nostra esistenza, siamo come l'albero che prende vita da ciò che è fuori di esso ed oltre il suo habitat.

Non sappiamo con sicurezza dove e come dirigerci ma la nostra semplice, naturale esistenza è apertura verso l'indicibile e la coscienza di esso deve farci consapevoli in modo che la morte non sia sentita come una inappellabile condanna ma un modo di coglierne l'irripetibile unicità che merita di non essere dispersa nel nulla o nelle vacuità, nel maleficio di questo mondo.