Guerra e pace
Piero Garino "Studio" - olio su cartone, cm 25 x 35
di Nino Gussio -
Non si esulti per la tregua, alquanto fragile, nella guerra di Gaza, è ben misero accordo rispetto alle stragi e alle devastazioni iniziate il 7 ottobre del 2023. Il diplomatico israeliano Gershon dichiara: "Non v'è un buon accordo. Ci vorrà molto tempo e ci sarà ancora molto dolore ma non c'è altra scelta. "Il futuro sarà sicuramente molto incerto per i popoli israeliani e palestinesi ma il dolore e la sofferenza saranno soprattutto appannaggio dei palestinesi, data la soverchiante forza militare dell'esercito israeliano. Una pace stabile e sicura non è nei progetti delle leadership di Israele, solo la permanente tensione, i conflitti sanguinosi gli consentono le occupazioni territoriali e un feroce controllo poliziesco sulle popolazioni palestinesi e di fare della striscia di Gaza un persistente poligono di tiro in cui i bersagli continueranno ad essere soprattutto gli inermi.
Non conta per i protagonisti di questa mattanza, di questo cieco e inutile terrore disinnescare l'odio tra i due popoli strumentalizzato da coloro che rifiutano ogni accordo di pace per non rinunziare ai ruoli di potere politico e militare. Non conta impedire che altre vittime si aggiungano alle migliaia attuali. Non conta la speranza di un futuro migliore senza precarietà e assassinati affinché per tutti i popoli del Medioriente la pace, la libertà, il benessere, il progresso civile siano le vere ragioni per stare al mondo. Conta l'imperio del più forte, della brutale violenza e la negazione della vita come bene assoluto e inviolabile per tutti coloro che hanno la malasorte di vivere in questa parte del mondo, che l'indifferenza di noi occidentali condanna all'arbitrio dei potenti sanguinari.
Gli eredi delle vittime del genocidio nazifascista avrebbero meritato un altro aiuto dagli stati europei e dagli Usa affinché il focolare ebraico diventasse uno stato inclusivo anche per i palestinesi invece hanno scelto di farlo diventare un avamposto della potenza neocoloniale occidentale con i conseguenti inarrestabili conflitti.
Dovrebbe essere ben noto che la pace non può essere gestita dai vincitori, altrimenti è solo una tregua, perché esige rispetto, uguaglianza e libertà e la rimozione di ogni inimicizia. Le tre religioni abramitiche ben presenti nell'immane teatro di guerra mediorientale non sono riusciti a infondere nei loro fedeli la consapevolezza di essere creature, figli dello stesso Dio e quindi, anche se riluttanti, fratelli e che lo sterminio, le oppressioni sono oscena blasfemia.