I nemici non sono gli stranieri e i diseredati del mondo
Nicole Furlan "Libra - XL" ferro, metallo, ottone e terracotta, cm 45 x 30 x 15
di Nino Gussio -
Nessuna motivazione politica - militare -economica può giustificare l'agire le assurde proclamazioni di Trump e dei suoi accoliti; alla pazzia, clinicamente etichettata, non si permette di fare alcun danno, né tantomeno di dare regole comportamentali invece alla politica che dovrebbe essere la saggia guida dello stare assieme si concede l'arbitrio di agire in modo forsennato, di imporre regole che sono contro il rispetto della persona e una violenza così efferata da commettere stragi senza alcun ritegno.
Si potrebbe obiettare che la follia è connaturata nel codice genetico dell'umanità che è la causa prima che, in contraddizione con le esigenze vitali, ci induce all'odio e a commettere le malvagità più atroci.
La ferocia è parte costituente della nostra natura ma l'evoluzione ci ha consentito di conoscere e praticare l'amore per avere coscienza di sé e del prossimo, di sentire così preziosa la vita da farne dono e creazione divina. Ma con sgomento vediamo che l'odio è più attivo dell'amore e si prende tutti i palcoscenici del potere e della tecnoscienza per esibire la stoltezza delle sue devastazioni e per confinare nell'irrilevanza speranze e fedi.
Il nuovo che avanza è però ancora gestito da vecchi cinici che falsificano ogni verità umana e divina per giustificare i motivi dei loro massacri, delle loro ingiustizie; parlano di Dio, sono presenti con la loro impostura nei riti religiosi durante le ricorrenze più importanti; niente è più desolante che l'ateismo degli spergiuri si ammanti di sacro.
Per il senso profondo che abbiamo del nostro essere, comune a tutta l'umanità, la coscienza, più o meno consapevolmente, rifiuta di riconoscersi in tale follia. Sappiamo per istinto che non è la violenza che ci libera dai mali che abbiamo accumulato nel corso della storia, che non sono la difesa ad oltranza dei privilegi male acquisiti, della ricerca esclusiva del tornaconto personale i mezzi con cui possiamo avere salvezza; i nemici non sono gli stranieri, i diseredati del mondo ma il disamore con il quale abitiamo il mondo e scegliamo coloro che ci governano.
Se a tutto questo marasma di ingiustizia e di sofferenza ci rassegniamo tanto da far parlare e agire in nome nostro leader come Trump, Putin, Netanyahu che hanno abbandonato ogni principio di etica universale, perdiamo le ragioni più essenziali per sentirci accomunati da un comune destino e tutta l'esistenza si riduce alla cinica sopravvivenza che non ci permette di avere nessuna verità che trascende i limiti e le miserie che ci affliggono.
Ma le ragioni del cuore ci dicono che non è così che la vita cerca salvezza più che potenza, che ha una particolare elezione nel divenire cosmico.
Commento di Barbara Smedile
Il tuo scritto è un grido di dolore e di lucidità insieme, parole che non solo denunciano ma anche interrogano.
Hai colto con precisione la tragedia di un tempo in cui l’odio è più spettacolare dell’amore, in cui la ferocia ha strumenti di diffusione e che la bellezza e la pietà non possiedono. È vero, l’evoluzione ci ha dato la possibilità di praticare l’amore, ma anche la consapevolezza amara di quanto fragile sia questa pratica, quanto facilmente venga spazzata via da chi, per brama o per paura, sceglie la strada più breve, quella del dominio e della violenza.
Se “le ragioni del cuore” devono trovare una via nel divenire cosmico, occorre che non restino soltanto parole, ma diventino azione, anche nel piccolo, anche nell’insignificante quotidiano. Perché è lì che si costruisce la possibilità di un’alternativa, è lì che la rassegnazione trova il suo primo nemico.