Parola di Presidente

Seve Sospizio (Perugia, 1908 - Senigallia (An), 1962) "Spezia - Lerici" 1954 - olio su cartoncino, cm 18 x 25,5

Seve Sospizio (Perugia, 1908 - Senigallia (An), 1962) "Spezia - Lerici" 1954 - olio su cartoncino, cm 18 x 25,5

di Nino Gussio -

La brutale entrata di Trump nell'agone politico internazionale ci costringe ad essere esclusivamente concentrati a seguire passo dopo passo le sue arroganti e imprevedibili sfuriate contro la democrazia, contro il benessere dei popoli. Gli europei non più utili alle strategie egemoniche hanno smesso di essere considerati alleati, anzi sono avversati e minacciati perché vogliono difendere le loro istituzioni democratiche e lo stato sociale. Investiti da un linguaggio tracotante, da un disprezzo delle nostre libertà e ostacolati nel fare dell'Europa la nostra patria comune. Siamo costretti a reagire con gli stessi modi per ribadire la nostra autonomia e la nostra volontà di pace fondata sulla dignità della persona e della solidarietà e vicinanza con tutti i popoli, specialmente dei popoli oppressi e perseguitati dalla tracotanza politica e militare.

Rinfacciamo così allo strapotere USA che Trump vive soltanto della sua vuota visibilità personale come se fosse un uomo dì spettacolo (tra l'altro dozzinale) e non il presidente di una nazione che è alla per l'equilibrio mondiale e che ha sconfitto il nazifascismo responsabile della seconda guerra mondiale, ha aperto le latrine del suo potere propagando un mefitico fetore di politica amoralirtà che impedisce una convivenza secondo i criteri del rispetto e della lealtà tra le nazioni; per lui e per i suoi tirapiedi contano l'uso del ricatto, della forza, non la buona creanza diplomatica.

Nessuna logica di buon vicinato lì trattiene, nessun accordo precedentemente pattuito deve essere rispettato se ostacola le loro pretese e per questo sono pronti a sovvertire le istituzioni democratiche europee sobillando fascismi di vecchio e di nuovo conio; è inoltre oscenamente indecoroso voler espellere da Gaza i palestinesi per farne un resort vacanziero per i ricchi poiché solo in essi riconoscono la propria umanità.