Tutti a piangere Papa Francesco

Raffaello Sanzio "Madonna Terranova" Gemäldegalerie der Staatlichen Museen di Berlino (foto nuovosoldo.com)

di Nino Gussio -

Papa Francesco, per come ha vissuto il suo pontificato, appartiene ai popoli, agli inermi, soprattutto ai diseredati, agli ultimi della terra. Non appartiene ai potenti pronti ad ogni efferatezza, custodi e gestori di un sistema ferocemente verticista, negatori di speranza per un mondo migliore, nemici dell'affratellamento tra i popoli.

Non è la pompa delle esequie con il codazzo dei potenti che si fa' onore a papa Francesco ma la commossa partecipazione di milioni di persone anonime che, pur addolorate, esprimono la condivisione del suo apostolato per dare senso e bellezza all'esserci nel mondo nella presenza salvifica del Cristo redentore.

Per noi, per tutte le persone che cercano un riscatto dai mali di questo tragico e incerto tempo la sua morte non è un epilogo, una speranza tradita ma un incentivo a continuare la sua opera affinché la vita di tutti sia amata e benedetta come dono divino e difesa dai saccheggiatori di ogni tipo. La fede non è un'opzione ideale ma uno svelamento, una scelta nel riconoscersi, natura prediletta, perché cosciente, dì Dio, è il seme dell'esistere a sé stessi, al prossimo, al mondo. Le strade da percorrere ma nel disegno divino sono uniti.

Gesù ci dice che non si possono avere due padroni, bisogna scegliere tra la verità, da lui annunciata e gli interessi personali e di parte per essere spiritualmente liberi. Ma la maggioranza dei nostri leader politici anche in questo momento, nel commemorare l'opera e la personalità di papa Francesco esibiscono con falsa retorica sentimenti e idee artefatti, sempre per interessi di bottega e di visibilità elettorali, sono in competizione per apparire più vicini al magistero del papa appena scomparso ma nei fatti la loro politica di governo era ed è ben distante.

Anche Trump vuole essere in prima fila nell'assistere alle esequie. Ha bisogno del consenso dei cattolici USA per governare il suo paese e per imporre la sua egemonia sul mondo. Vuole la sua America grande e la ritiene una nazione sotto la protezione di Dio. Ma tutto il suo operato, la stessa vita privata sono ben lontani dal magistero cristiano. Lo slogan "Dio, patria, famiglia", da lui e da altri leader prediletto, serve a compattare i reazionari di tutto il mondo per discriminare i miliardi di persone che vogliono vivere una esistenza libera e degna sotto l'insegna di un dio personale, utile ad unire consumismo, arroganza politica e violenza militare.