AVEVA RAGIONE DON CIOTTI?

PONTE SULLO STRETTO, INDAGATO IL PROCURATORE DELLA DNA PRESTIPINO PER AVER RIVELATO AL PRESIDENTE DI EUROLINK SEGRETI SULLE INDAGINI PER INFILTRAZIONI MAFIOSE NEL PROGETTO

AVEVA RAGIONE DON CIOTTI?

"Il ponte unirà due cosche e non due coste": l'amara battuta di Don Ciotti e Vendola trova una clamorosa conferma. Michele Prestipino, procuratore aggiunto della Direzione Nazionale Antimafia, è indagato a Caltanissetta per aver rivelato lo stato delle indagini sulle infiltrazioni mafiose nel progetto del Ponte sullo Stretto a Gianni De Gennaro, presidente di Eurolink, e a Francesco Gratteri, consulente della stessa società.
«l’ufficio di Prestipino e le procure distrettuali che conducono le indagini relative ad ogni tentativo di condizionamento mafioso delle attività d’impresa collegate alla realizzazione del Ponte sullo stretto di Messina continueranno ad assicurare il loro comune impegno e la loro immutata dedizione per la completezza e la tempestività delle investigazioni e l’effettività del loro coordinamento», si legge in una nota del procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo.
Al di là di quello che verrà accertato in sede giudiziaria e le eventuali responsabilità che verranno o meno attribuite agli indagati, questa vicenda conferma i nostri timori sull'interesse che le mafie hanno per l'affare ponte sullo Stretto.
Già un rapporto del 2000 del centro studi Nomos del gruppo Abele  stimava nel 40% gli appalti del ponte  a rischio infiltrazioni mafiose.
Quanto emerge ad oggi da questa vicenda è già una clamorosa smentita di quanto ha dichiarato più volte il ministro dei Trasporti che ha definito il ponte sullo Stretto la più grande operazione antimafia.
La nostra lotta al ponte sullo stretto si rafforza e continua ora più che mai.
COMITATO NOPONTE CAPO PELORO