Dl Sicurezza, correzioni last minute. Maggioranza divisa

Dl Sicurezza, correzioni last minute. Maggioranza divisa

di Eleonora Martini -

Una cosa è certa: il pacchetto Sicurezza – prima ddl, ora decreto – non fa bene alla democrazia ma neppure all’equilibrio “psico-politico” del centrodestra. Fino a ieri sera, al termine per la presentazione degli emendamenti nelle Commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera dove il dl è all’esame per la conversione prima di approdare in Aula il 26 maggio, i tre partiti della maggioranza di governo sono andati in fibrillazione per la pressione di una parte di Forza Italia che vorrebbe emendare il testo in alcuni punti e in particolare con una norma aggiuntiva che ponga riparo al caos prodotto dall’interpretazione della legge Zanettin sulle intercettazioni adottata dalle procure alla prova del nove.

È successo a Messina, in particolare, dove una circolare del procuratore capo ha inserito i reati contro la Pubblica amministrazione tra quelli per i quali non vale il limite di 45 giorni imposto agli inquirenti per effettuare intercettazioni. Un’interpretazione inevitabile, e prevista peraltro durante le audizioni in commissione del provvedimento approvato in tutta fretta in Parlamento. Accortasi del bug, FI avrebbe voluto correggere il tiro ma nei 38 articoli del decreto Sicurezza non ce n’è neppure uno che affronti la materia e a cui, dunque, agganciarsi. In ogni caso i deputati Costa, Calderone, Pittalis e Gentile hanno passato la giornata, ieri, a preparare alcune correzioni “di bandiera”, in particolare sulla custodia cautelare in carcere da limitare per gli incensurati. Pur non scommettendo sulle possibilità di superare la barriera della maggioranza.

Anche la Lega, come già accaduto per il ddl, ha colto l’occasione per presentare «pochi emendamenti» ma d’effetto, in particolare sui furti in casa e sull’aumento di pene per l’occupazione abusiva da applicare anche alle seconde case. Ma per Fd’I – al netto di quale singolo deputato tentato dalla fuga in avanti – l’ipotesi di ritardare in qualche modo la conversione in legge del decreto con il quale si è arrivati ad esautorare il Parlamento è fuori discussione.

La battaglia parlamentare si presenta già dura per via delle centinaia di emendamenti presentati dalle opposizioni, tanto da convincere il senatore Gasparri a mettere le mani avanti: «Il dl sarà rapidamente approvato, FI lo ritiene fondamentale per dare certezze ai cittadini e tutelare il popolo in divisa contro il quale la sinistra ha fatto ostruzionismo». La prossima settimana inizierà l’esame – a colpi di mannaia – degli emendamenti.