Ci mancava solo la pantomima di Meloni che andrà al seggio per la foto, ma non per votare

Ci mancava solo la pantomima di Meloni che andrà al seggio per la foto, ma non per votare

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Il grande mimo francese Marcel Marceau non avrebbe saputo fare di meglio di Giorgia Meloni. Lei ha annunciato ai giornalisti col solito broncio che domenica prossima entrerà nel suo seggio facendo finta di votare: buongiorno, come va? – dirà agli scrutatori stringendo le mani a tutti – e poi subito girerà sui tacchi, arrivederci, infilando la porta da cui era appena entrata. Una scena surreale, le mancherà solo di fare marameo. I suoi dicono che farà verbalizzare la scelta di non ritirare le schede, con ciò, secondo questo strateghi, contribuendo all’affluenza: ma allora ha ragione Elly Schlein, perché non vota No? La verità è che se non voti non voti: il mitico Massimo Catalano di “Quelli della notte” avrebbe facilmente ragione sui consiglieri della presidente del Consiglio.

Nelle “Istruzioni per le operazioni degli uffici di sezione” redatte dal Ministero dell’Interno l’elettore «non può essere considerato come votante e non deve quindi essere conteggiato tra i votanti della sezione». Il costituzionalista Stefano Ceccanti aggiunge: «Siccome nel referendum c’è un quorum di partecipazione, non ritirando alcuna scheda è come non essere andato a votare».

Il fatto è che Meloni è in un cul-de-sac: dato il suo ruolo vuole farsi immortalare davanti alla scuola dove è situato il suo seggio elettorale ma non vuole far salire l’affluenza (è questo il messaggio che sta inviando ai suoi elettori). Di qui questo inedito assoluto.

Una performance teatrale, cioè una rivisitazione dell’antica pantomima, una rappresentazione comica che fa credere una cosa invece di un’altra, un gioco delle tre carte, un’illusionismo da circo equestre di provincia, un trucchetto tipo “carta vince, carta perde”, oppure il caro vecchio morettiano «mi si nota di più se vengo?». Non ci si crede, eppure è così. Non andrà al mare (aridatece Bettino, almeno la diceva chiara chiara), ma andrà a votare per non votare: come andare al bar per non prendere niente, che ci vai a fare? Fa finta di rispettare il dovere di votare non votando, perché non ritirare nessuna scheda (e quindi non firmando l’albo dei votanti) è esattamente non votare, astenersi, stare a casa. Che è una scelta legittima, una modalità per far fallire un referendum mediante il non raggiungimento del quorum.

E dunque Meloni si asterrà, concorrerà al non raggiungimento del quorum, come ha indicato il vero leader del suo partito Ignazio La Russa. La presidente del Consiglio mima la democrazia. Appunto, Marcel Marceau. La scena di andare al seggio e un secondo dopo uscirne è una roba che non si sa nemmeno bene come definire. Ah: una buffonata, ecco la parola.