IL GRANDE CAMPO DI CONCENTRAMENTO E STERMINIO
Gianni Ambrogio (Treviso 1928 - Carità di Villorba 2016) "Figura" 2011 - tecnica mista e tempera su carta, cm 25 x 35
di Nino Gussio
I soldati israeliani che sono in guerra contro la popolazione palestinese di Gaza più che contro i terroristi di Hamas (lo dimostrano le migliaia di vittime inermi, soprattutto donne e bambini) dovrebbero vedere documentari, film, leggere opere letterarie e storiche riguardanti la Shoah ovvero il genocidio, accompagnato dalle più orrende sevizie, dei sei milioni di cittadini europei ebrei per ricordarsi da quale scempio di vita è nato lo stato di Israele e lo scopo di pace e di progresso che i fondatori si erano dati. Ma il diavolo, come in tutte le cose umane, vi ha messo la coda e il giovane stato di Israele ha dovuto resistere e combattere sempre.
Ora, in questa guerra, tutto è diverso, la difesa si è mutata in sistematica offesa nei confronti di un popolo che non ha i mezzi per difendersi ma che è destinato a soccombere e costretto a patire ogni violenza e tutte le oppressioni del terrore e della fame. Vivono in sostanza come gli ebrei dei lager in balia della brutalità degli occupanti e del cinismo dei terroristi che li usano come merce di scambio, al pari degli ostaggi israeliani chiusi in qualche fetido cunicolo.
Nessuno cerca una pace per amore della vita, tutti hanno rinnegato la dignità umana, intenti a praticare un odio per lo sterminio e per la sopraffazione. Ai giovani soldati, a tutti i giovani di Israele è moralmente necessario chiedersi se per loro come per i palestinesi essere umani significa dare e ricevere morte, se l'odio può escludere ogni pietà, ogni rispetto umano.
La storia non ha mai insegnato niente ma esiste il futuro e questo presente non lo può compromettere reiterando le atrocità note aggiungendo anche la minaccia dell' ecatombe nucleare. La salvezza è nello sguardo, nella coscienza dei giovani di tutto il mondo, nella loro volontà di liberazione dai mali dell'odio, della discriminazione, ben consapevoli che prima di tutto viene l'uomo, non la potenza, non la ricchezza.