Nella strage fascista di Bologna del 1980 morì Onofrio Zappalà, di S. Alessio Siculo

Nella strage fascista di Bologna del 1980 morì Onofrio Zappalà, di S. Alessio Siculo

Il ricordo di Onofrio Zappalà non si spegne, a 45 anni dalla strage fascista della stazione di Bologna del 2 agosto 1980, in cui morirono 85 persone. L’Anpi di Messina partecipa a tutte le iniziative previste il 2 agosto 2025 dall’Associazione “Amici di Onofrio Zappalà”, insieme a don Luigi Ciotti, al giornalista Paolo Borrometi e al col. Lucio Arcidiacono, comandante provinciale dell’Arma dei carabinieri.

Oggi, dopo anni di indagini, processi difficilissimi intralciati anche da continui depistaggi, si conoscono nomi e cognomi degli assassini. La Cassazione chiude la partita degli esecutori, confermando la matrice fascista.

Memoria storica e memoria sociale: sono questi gli assi che consentono di difendere la democrazia nel nostro Paese, e l’Anpi vi dedica sforzi ed energie. Ed anche una lacrima per la giovane vita del nostro conterraneo Onofrio Zappalà, che a 29 anni, da due mesi, aveva vinto il concorso in Ferrovia e quel giorno maledetto si trovava al binario 1 della stazione di Bologna. Il giorno dopo avrebbe dovuto incontrare la sua fidanzata danese Ingeborg, conosciuta e amata sulla spiaggia di S. Alessio Siculo. I terroristi neri spezzarono, da criminali inumani, vita e speranze di futuro di Onofrio e di altre 84 persone, ispirati ai progetti eversivi della loggia segreta P2 di Gelli e di quanti pensavano di spezzare la democrazia italiana. La massima vigilanza democratica è sempre necessaria e a questo richiama l’Anpi.