Barbara Sirotti alla Mostra del Cinema di Venezia – Intervista
di Dominga Carrubba - I corti “Aria” e “Libera” tra realismo e distopia” approdano all’Italian Pavilion della Mostra del Cinema di Venezia…
Nella mitologia greca c’è un personaggio femminile che l’immaginario collettivo associa alla guerra di Troia, conquistata dai Greci con l’inganno nascosto in un cavallo di legno all’ingresso della città.
«Sono io Cassandra
E questa è la mia città sotto le ceneri [...]»
(Wisława Szymborska, Monologo per Cassandra)
Quale città se non quella abitata anche nei luoghi dell’anima?
Alla caduta di Troia Cassandra, ancora nubile, fugge nel tempio di Atena, dove cerca asilo, aggrappandosi alla statua della dea per ottenere protezione.
Ma il miscredente Aiace di Locride la insegue, afferrandola, trascinandola via, violentandola.
Lo stupro consumato nel tempio di Atena e l'abbattimento della statua lignea della dea, causarono l'ira degli dei, condannando Aiace a morte - annegato in mare per volere di Atena e Poseidone – e ostacolando il ritorno a casa di gran parte dei Greci.
«Sono io Cassandra
E questa è la mia città sotto le ceneri [...]»
Figlia del re Priamo di Troia e sacerdotessa nel tempio del dio Apollo, di lei invaghito a tal punto da donarle il dono della preveggenza.
Ma Cassandra è "colei che respinge l’uomo" - come suggerisce l’etimologia del suo nome - rifiutando l'amore del dio Apollo che la condannò ad essere la profetessa mai creduta.
Cassandra vede il futuro, anche il proprio; conosce la verità del proprio destino da vivere condannata all’emarginazione familiare e civile per avere avuto il coraggio di rispondere “no” ad un dio, scegliendo la dignità.
I corti “Aria” e “Libera” di Barbara Sirotti raccontano la forza della verità nel ritrovare la dignità rivelatrice del proprio destino, da non rinnegare ma ricomporre, curandone le ferite e ritrovando lo spazio di respiro per il corpo e l’anima veggente solo quando ha il coraggio di riconoscersi libera.
Oggi, lunedì 01 settembre, i corti “Aria” e “Libera” tra realismo e distopia” approdano all’Italian Pavilion della Mostra del Cinema di Venezia 2025, presso la Sala Tropicana 2 dell’Hotel Excelsior Venice, a pochi passi dal Palazzo del Cinema, nel cuore della kermesse lagunare al Lido di Venezia
Scritti ed interpretati da Sirotti con la regia di Brace Beltempo, i film raccontano la storia dell’attrice riminese, sopravvissuta ad una relazione violenta in cui ha rischiato di perdere la vita.
In “Aria” e “Libera” la protagonista, interpreta una “realtà distopica”, sospesi in uno spaziotempo tanto assordante nei silenzi, quanto lento e dilatato nei suoni rumori di una vita piegata, violata, aggredita, poi salvata con la ragione del risveglio nel rivedere la via libera nel futuro.
Ai corti hanno partecipato gli attori e doppiatori Luca Ward, Francesco Pannofino (presente in scena), Benedetta Degli Innocenti e Alex Poli. Una staffetta significativa fra quattro grandi voci del cinema e della tv per un progetto su uno dei temi più scottanti del nostro tempo.
Al tavolo dei lavori, con Barbara Sirotti e Benedetta Degli Innocenti, anche lo psicologo e psicoterapeuta Tony Bellucci.
L’evento è promosso e organizzato dalla piattaforma di diffusione artistica di Bonardelli Suggestioni Press.
I corti “Aria” e “Libera”
“Aria” è particolarmente incisivo nella capacità di raccontare anche le fasi che precedono la violenza, per aiutare a riconoscerla, e reagire prima che sia troppo tardi. Nel corto la narrazione è affidata alla voce dell’attore e doppiatore Luca Ward.
Secondo step della narrazione, il corto “Libera”, presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma 2022, riprendendo i toni dark del capitolo precedente, mostra una protagonista che si ritrova in una sorta di “realtà distopica”.
“Libera” è stato l’unico film italiano premiato a Cannes 7th Art Awards 2024 nella categoria “Experimental” (Miglior Corto e Premio del Pubblico), e si avvale di un parterre di voci illustri.
Troviamo, oltre allo stesso Ward, Francesco Pannofino (nel ruolo dello psicologo), Benedetta Degli Innocenti e Alex Poli.
Una staffetta significativa fra quattro grandi voci del cinema e della tv per un progetto che, come sarà annunciato alla Mostra del Cinema di Venezia, si evolverà in una serie televisiva di prossima uscita.
«[…] È andata come dicevo io. Solo che non ne viene nulla.
E questa è la mia veste bruciacchiata. E questo è il mio ciarpame di profeta.
E questo è il mio viso stravolto.
Un viso che non sapeva di poter esser bello.»
(Wisława Szymborska, Monologo per Cassandra)
Barbara Sirotti è riuscita a togliere la veste bruciacchiata e riconsegnare il proprio volto alla luce.