No, non è stato il Discorso della Montagna
GIORGIO BELLANDI (1930-1976) "Senza Titolo" 1959 - olio su carta intelata
cm 60x60
di Nino Gussio -
L'ingiustizia, l'oppressione, la violenza sono glorificate da fanatici nel nome del Dio del creato e dell'amore. L'uccisione di Charlie Kirk non riscatta, non apre vie di salvezza ai cittadini USA che sono usati per fini politici, per esercitare pratiche di rappresaglie contro gli oppositori che hanno una visione morale ideale, religiosa più tollerante, più libera poiché l'attuale governo vuole reprimere ed emarginare.
La vicinanza con Dio si manifesta in un dialogo intimo, magari nel chiuso della propria stanza, nella comunione con i fratelli di fede e non nelle adunate oceaniche. Rivendicare la propria identità etnica, il proprio status, l'assolutezza delle proprie convinzioni religiose, ideali e politiche significa voler affermare i propri privilegi la propria superiorità finalizzati ad un arbitrario dominio in contrasto con il messaggio cristiano.
Niente di più diverso dei discorsi rivolti ad una marea di duecentomila americani, radunati per i funerali di C. Kirk, è il discorso della montagna che Gesù rivolse ad una folla di circa cinquemila persone che da Gesù ricevettero, loro i diseredati di quel tempo, consolazione, speranza, gioia nella fede e pane.
I duecentomila radunati per commemorare la giovane vittima hanno ascoltato soprattutto le arringhe dei potenti che usano strumentalmente fede e testimonianza per rinsaldare il loro prestigio politico ed economico; semplicemente il loro fare politico, che è in antitesi con il bisogno di religiosità, risulta essere divisivo perchè frantuma l'unità nazionale acuendo scontri ed emarginazioni e appare opera di simoniaci truffatori per gli anonimi partecipanti ai funerali di Kirk.
Per tutti gli americani che sono con il lavoro, con la dedizione verso il bene, con gli affetti familiari e amicali i reggitori della nazione il mondo augura pace, giustizia libertà e fratellanza.