La nuova stagione teatrale al “Vittorio Emanuele”

La nuova stagione teatrale al “Vittorio Emanuele”

di Francesco Saija -

La stagione teatrale del “Vittorio Emanuele” 2025-2026 è già iniziata con “L’inferno” di Dante Alighieri.

La “Nuova stagione” è stata presentata alla città e alla stampa venerdì 12 settembre dal presidente Orazio Miloro, dal soprintendente Scoglio e dai due direttori artistici Giovanni Anfuso e Matteo Pappalardo. Un programma molto variegato che si presenta ampio e che vedrà sulla scena attrici e attori, registi e musicisti di alto livello.

Dei vari spettacoli ne scriveremo durante la stagione e l’intero programma può essere visionato nel sito del “Teatro di Messina”.

Intanto il nostro Teatro è stato riconosciuto dal Ministero della cultura come “Centro di produzione teatrale” e la novità principale della stagione è costituita da ben 80 rappresentazioni di cui 60 sono produzioni e coproduzioni del “Vittorio Emanuele”.

Altra novità importante è costituita dall’utilizzo della Sala “Laudamo” e della sala “Sinopoli”.

La politica di abbassamento dei prezzi consentirà anche una maggiore partecipazione del pubblico messinese alle tantissime rappresentazioni che si svolgeranno nelle varie sale.

Una novità che si attendeva da tempo è l’utilizzo della bella sala “Laudamo” da parte dei tanti gruppi teatrali che operano nella nostra città come il Clan off-clan degli attori, il Teatro dei tre mestieri e il Teatro dei naviganti. La sala “Laudamo” ospiterà anche una interessante Rassegna Jazz.

Nel grande Teatro la stagione prevede due opere liriche: la “Turandot” di Giacomo Puccini e il “Rigoletto” di Giuseppe Verdi.

Non mancheranno spettacoli di danza e grande spazio avrà anche il musical.

Nel mese di ottobre gli spettacoli inizieranno il 5 con il concerto sinfonico con la IX Sinfonia di Beethoven, diretto dal maestro Matthias Fletzberger con l’orchestra del “Vittorio Emanuele” e il coro lirico “F. Cilea” diretto da Bruno Tirotta.

Dall’8 al 10 ottobre il musical “I Promessi sposi. Amore e Provvidenza” per la regia di Alessandro Incognito e il 12 ottobre la danza con lo spettacolo “Tango. Historias De Astor” e ancora il 19, il Concerto finale della terza edizione del “Messina International clarinet competition”.

Dal 24 al 27 ottobre inizierà, sempre al Teatro “Vittorio Emanuele”, la stagione di prosa con lo spettacolo “Caos” di Giusi Arimatea con la regia di Giovanni Maria Currò e Mauro Failla.

Il territorio, con il programma “Disvelamenti”, è presente nella sala “Laudamo” dal 30 settembre al 23 dicembre.

Come abbiamo accennato all’inizio, la programmazione “mille volti” è già iniziata nella sala “Sinopoli” dal 12 al 14 settembre con “La Divina commedia in siciliano” per la regia e drammaturgia di Giampiero Cicciò.

Ho partecipato alla parte prima e alla parte seconda, il 12 e 19 settembre, che comprende la lettura di sei canti dell’inferno dantesco. Lo spettacolo continuerà con la parte IV dal 3 al 5 ottobre.

All’inizio dello spettacolo del 12 settembre, il regista Cicciò ha accennato ad almeno cinque traduzioni della “Divina commedia” in siciliano. Quella di Tommaso Cannizzaro è stata scelta da Cicciò. Dovrebbe essere in dialetto messinese, in quanto non ritengo che esista una lingua siciliana, ma esistono tanti dialetti siciliani che spesso variano in una stessa provincia.

A Messina è stata fatta anche un’altra traduzione in dialetto dell’opera dantesca ed è quella di Rosa Gazzara Siciliano che in parte ho letto mentre non ho mai letto la traduzione di Tommaso Cannizzaro, Comunque personalmente ritengo già difficili le traduzioni della poesia e quella della “Commedia” di Dante mi sembra proprio una forzatura.

Lo spettacolo diretto da Cicciò mi è sembrato molto interessante e ha visto sulla scena anche i due bravi attori messinesi Eugenio Papalia e William Caruso.

Ho apprezzato in particolare la lettura del canto terzo da parte di Cicciò lungo la riva dell’Acheronte e sulla figura di Caronte. Bella anche la recitazione, nel canto V, con la scena struggente di Paolo e Francesca.

Uno spettacolo apprezzabile e di ottimo livello anche se si può notare qualche piccolo difetto nella dizione dialettale.

Lo spettacolo è stato accompagnato al pianoforte dal vivo dal bravissimo giovane musicista messinese Marcello Conti che vive a Bruxelles.