Assassini che non temono il ridicolo

Ovvero la verità che muore ad ogni momento

Calogero Salemi (Racalmuto (AG), 1966) "Squarci d'oro" 2025 - t.m. su tela, cm 40 x 30

di Nino Gussio -

I tempi attuali ci fanno temere la latitanza della coscienza nello scegliere secondo una morale consolidata tra il bene e il male. La crudeltà innata, ereditata dal remoto passato, segue con determinazione i suoi scopi distruttivi, incurante di ogni ragionevolezza per tutelare presente e futuro. La violenza di stato è brutalmente cretina, nei conflitti usa gli strumenti più sofisticati prodotti dall'umana genialità per sconvolgere la realtà esistente massacrando e devastando senza gloria ma con famelica ferocia nel vano tentativo criminoso di dominare e rapinare rinnegando ogni principio morale, di fede ma facendone un abuso per travisare le intenzioni scellerate. Contrabbandando l’offesa bellica più letale come necessaria alla difesa dei popoli che per decreto divino devon conquistare territori massacrando, opprimendo esiliando i popoli indigeni; la civiltà e la religione dagli occidentali sono elargite con il rombo dei cannoni e sancite dal sangue degli inermi.

Il male non viene riconosciuto come tale, è figlio di nessuno e il bene ha tanti padri, legittimato secondo inconfessabili interessi criminosi da tanti snaturati padri potenti ed una sola madre ovvero figlio di una umanità incline alla prostituzione in mancanza di prospettive migliori e rassegnata alle depravazioni del potere e del denaro. Né Trump, né Putin, né Netanyahu, i più rappresentativi del potere aberrante, sentono il bisogno di agire diversamente, secondo una morale condivisa anche all’interno dei loro stessi popoli, rinnegano una visione universale fondata sulla inviolabilità della vita, e sui diritti della persona e dei popoli.

Usano le risorse migliori, umane ed economiche per minacciare, per distruggere il sistema, entro cui volenti e nolenti viviamo, agiamo ed amiamo. È il loro piedistallo, la fortezza entro cui si trincerano odiosamente megalomani e nemici perfino al loro residuo di umanità. Ottenebrati dalle loro ambizioni non temono il ridicolo, sghignazzano satanicamente quando con la violenza economica e militare discriminano opprimono e uccidono persone e popoli inermi. I loro sicari non si curano di seguire la logica del buon senso affinché la crudeltà inferta sia ottusamente più assurda, come ad esempio impedire che ai bambini gazavi arrivino biscotti e cioccolata perchè cibi particolarmente proteici.

Il ministro degli esteri israeliano, imperterrito nell’affrontare il ridicolo, dice che l’impresa in corso della Global Sumud Flottilia non ha nulla a che vedere con il dare soccorso al popolo gazawo martoriato dalla fame, dai bombardamenti e dalle altre violenze con intenti genocidari, ma è solo provocazione, un servizio che si vuol fare ad Hamas.

Anche il ministro degli esteri italiano, la stessa Meloni non temono il ridicolo, la flottiglia che si sta dirigendo verso Gaza trama, a loro dire, contro il governo e contro l’alleanza italo-israeliano-americana.

Non è la ribellione contro lo sterminio, non è la loro volontà di pace supportata da milioni di manifestanti che li spinge ad affrontare l’esercito israeliano che non ha nessuna remora ad usare la violenza più efferata, è solo un dispetto, un vezzo da radical chic.

La speranza sarà l’ultima a morire ma la serietà, la verità sono le prime e muoiono ad ogni momento per questi leader usurpatori di umanità che governano le nazioni e il mondo. Pare che Trump e Netanyahu si siano messi d'accordo per far cessare la guerra a Gaza e la pace che dovrebbe scaturire ha il sigillo e la gestione dei vincitori, nel caso specifico del massacratore israeliano e del suo più valido sponsor nordamericano.

L’odio, le violenze saranno sospese su un popolo che ancora subisce tutti i terrori concepibili e a cui non è dato fare proposte sul suo futuro che assieme a quello degli abitanti della Cisgiordania sarà condizionato e diretto dalla supremazia militare; in fondo sarà una pace a tempo per le esistenze dei palestinesi quotidianamente coatte e minacciate e per quelle degli israeliane precarie e stravolte dalla necessità di essere in perenne assetto di guerra.

Trump pretenderà il premio Nobel per la pace, Netanyahu si risparmierà il carcere per le sue malversazioni e rimarrà nella storia degli uomini liberi come un degno epigono di Hitler. I leader europei sono in attesa di applaudire.