Ma quale pace?

Dimitris Mytatas (Calcide, 1934 - Atene, 2017) litografia su carta, cm 70 x 50

di Nino Gussio

Gli ostaggi liberati da Hamas sono tornati in israele, dalle loro famiglie, Trump giunge in Egitto a festeggiare il suo trionfo affiancato da tanti capi di stato solerti servi-padroni dell'imperialismo politico, militare e economico che da sempre prepara, gestisce guerre, impone paci oppressive dettate dall'arbitrio dei vincitori e non da una volontà di pacificazione per eliminare inimicizie .rispetto umano e diritti civili. A Gaza i sopravvissuti vivono sospesi tra la vita e la morte, attendono che Israele permetta l’arrivo degli aiuti ONU e molti tentano di tornare alle loro distrutte case dove potersi accampare. La gioia degli israeliani per la liberazione degli ostaggi è più che condivisibile, il sollievo per la fine dei bombardamenti, della drammatica penuria di cibo e di medicine libera non solo i palestinesi ma anche noi dall'ignominia di una guerra che aveva intenti genocidari e che ci aveva fatto constatare l’abisso dell’umana crudeltà che vanifica ogni valore umano. Ma quale pace stanno preparando, quale futuro attendono i palestinesi e tutti i popoli del Medio oriente se Israele domina sovrana con lo strapotere militare e con l’incondizionato supporto della superpotenza USA?

La pace dei vincitori è fatalmente tossica; contiene tutti i mali che hanno generato la guerra e Israele, volendo essere avamposto della supremazia occidentale è costretta a spiegare su tutto il Medio oriente le sue ali di morte. L’auspicio, l’improbabile speranza sarebbero che il popolo israeliano si integri con i popoli confinanti, che inizi un percorso di vicinanza e di affratellamento con i palestinesi per rinsaldare la sua sicurezza e per essere volano di progresso umano e civile; le rappresaglie aumentano a dismisura l’odio reciproco, lo isolano dal consesso internazionale dei popoli e degradano la memoria della Shoah.

Trump inneggia a se stesso, Netanyahu si sta preparando il suo futuro politico con tutti i mezzi, i leader mediorientali e europei stanno valutando le opportunità economiche e politiche e i manager delle industrie belliche stanno brindando ai loro abnormi introiti economici. Solo i palestinesi stanno al palo della malasorte, solo noi che siamo contro tutte le guerre, contro tutte le infamie dei potenti non ci assoggettiamo all'arbitrio della violenza, della disumanità.