Mangia & Cambia 2025: quando il cibo diventa denuncia contro la guerra

Dal Manifesto sulla Sicurezza Alimentare realizzato dalle scuole ai Premi Stretto tra due Mari: il festival di Slow Food Messina ha raccontato il cibo come strumento di pace

Mangia & Cambia 2025: quando il cibo diventa denuncia contro la guerra

Si è conclusa la terza edizione di Mangia & Cambia, festival promosso da Slow Food Messina che dal 28 al 30 novembre ha trasformato la città dello Stretto in un punto di incontro internazionale sul tema Cibo per Esistere. Tre giorni intensi di incontri, racconti, condivisioni che hanno posto al centro il valore del cibo come strumento di resistenza, dignità e costruzione di pace.

 

«L'edizione 2025 – ha detto Nino Mostaccio, presidente di Slow Food Messina – ha rappresentato una svolta significativa: non una semplice celebrazione della cultura enogastronomica, ma una denuncia forte e chiara contro l'uso del cibo come arma di guerra e di dominio politico».

 

Concetto sviluppato attraverso le voci di chi ha partecipato al festival; personalità di rilievo internazionale e nazionale tra cui Edward Mukiibi Presidente Slow Food Internazionale, Luisa Morgantini di Assopace Palestina, Abderrahmane Amajou Presidente ActionAid Italia, Barbara Floridia Presidente Commissione Parlamentare di Vigilanza Rai, insieme a cuochi, attivisti, agricoltori e rappresentanti di comunità migranti.

 

Tre giorni di eventi tra cultura, arte e convivialità

 

Tra gli appuntamenti più significativi la presentazione del Manifesto Slow Food sulla Sicurezza Alimentare, redatto dagli studenti e dalle studentesse dell’Istituto Agrario Cuppari e dell’Istituto Antonello. Sette i punti che parlano di Cibo come fonte di vita, legame sociale, senza distinzioni. Il lavoro, curato insieme a Lucrezia Piraino di Fondazione Messina, verrà presentato a Torino durante Terra Madre Salone del Gusto a settembre 2026.

 

Uno degli aspetti più innovativi e apprezzati di questa edizione è stata la collaborazione attiva con le comunità migranti presenti a Messina, che hanno cucinato fianco a fianco con i cuochi siciliani, portando sapori, tradizioni e storie dei loro paesi d'origine. Un gesto semplice ma profondamente simbolico che ha dimostrato come la cucina possa davvero essere uno spazio di incontro e contaminazione culturale. Un ringraziamento particolare va alla Comunità di Sant'Egidio, alla Rete Migrantes Messina, al Coordinamento Messina Palestina, all'Associazione Demetra Sikelia, agli Istituti scolastici partner (Alberghiero Antonello, ITS Albatros, Agrario Cuppari), e a tutte le realtà che hanno reso possibile questo evento.

 

E in ultimo la consegna del Premio Stretto tra i due Mari 2025 a:

Giovanna Spatari, Magnifica Rettrice dell’Università degli studi di Messina per l’alto valore del suo impegno istituzionale e umano a favore degli studenti fuori sede, che ha trasformato l’Università in un presidio di accoglienza, inclusione e sostegno concreto. La sua visione di un’Università come spazio di giustizia sociale e crescita collettiva si è tradotta in azioni tangibili.

 

René Abu Rub del Coordinamento Messina Palestina per il suo profondo e costante impegno civile nella difesa dei diritti umani e nella promozione della giustizia, della libertà e della pace per il popolo palestinese e per tutti i popoli privati della dignità. Si è distinta per il coraggio, la determinazione, la coerenza con cui, nel tempo, ha saputo costruire spazi di consapevolezza, solidarietà attiva nella città di Messina e oltre.

 

Kanö Sartoria Sociale per aver reso la sartoria un atto d’amore, un gesto quotidiano di resistenza culturale e sociale, un ponte concreto tra tradizioni, persone e mondi. Attraverso l’uso consapevole di materiali naturali e tessuti wax reperiti nel rispetto della filiera etica, la sartoria sociale cuce insieme competenze e sensibilità provenienti da diversi paesi.

 

Il futuro

 

Slow Food Messina è già a lavoro per l’edizione 2026. «Questa edizione di Mangia & Cambia – conclude il presidente Mostaccio – ci ha confermato che la strada intrapresa è quella giusta. Il cibo può essere uno strumento potente per costruire ponti, abbattere muri, denunciare ingiustizie e immaginare un futuro più giusto. Messina ha dimostrato ancora una volta di essere una città capace di accoglienza, solidarietà e visione. Continueremo su questa strada, rafforzando la rete territoriale e le collaborazioni internazionali».