Il cuculo fascio-suprematista ha occupato il nido della democrazia americana
Eugène Gustavovitch Berman (San Pietroburgo 1899 - Roma 1972) "Senza titolo" - t.m. su carta applicata su cartoncino, cm 22,3 x 16,8
di Nino Gussio -
Le madri iraniane, dice Tahar Ben Jelloun, hanno finito le lacrime e la maggioranza di noi, cittadini europei, pare che abbia perso la capacità di commuoversi fino alle lacrime per quello che sta accadendo in Iran. È come se, incapaci di coinvolgimento compassionevole, avessimo perso la fede e la speranza di poter interrompere la disumanità dilagante e senza di esse è impossibile praticare la carità espressione dell' amore fraterno, essendo ormai ridotti, con sterile ragione, a esaminare cause e conseguenze senza fare scelte di campo radicali, indifferenti al superamento della attuale abiezione mondiale voluta e gestita dai poteri che mediante le stragi vogliono perpetuarsi.
L'Iran sta soffrendo la decimazione dei suoi giovani, la fiamma della violenza di stato si innalza con incredibile ferocia e dimentichiamo le altre fiamme che ardono da tempo in Ucraina, in Palestina, nelle tante guerre disseminate per il mondo di cui non vale la pena essere informati. Ma altre fiamme, alimentate da assassinii e oppressioni, si elevano negli USA, il piromane è lo stesso presidente Donald Trump che, mentre sguinzaglia i suoi giannizzeri, criminali di stato, nelle metropoli degli states progressisti, in modo schizofrenico e ipocrita dice di combattere le dittature degli Haiatollah iraniani, di Maduro, ma dà appoggio incondizionato al genocida Netanyahu e pretende con il ricatto economico, con l'esibizione della potenza bellica l'asservimento al rinato imperialismo coloniale USA di tutto l'Occidente rinnegando perfino alleanze quasi secolari.
Parafrasando il titolo di un famoso film nordamericano appare evidente che Trump, il cuculo della follia fascio-suprematista, abbia occupato il nido (già alquanto malandato) della democrazia statunitense.
Non è sperabile, né salutare per i popoli di tutto il mondo credere che le fiammate della montante disumanizzazione si esauriscono da sole o per la mai dimostrata saggezza dei loro governanti. Tocca a tutti noi imporre con lungimirante passione l'assoluto primato della vita e della dignità umane.