Appello/Mozione concernente la situazione nel Nord-Est della Siria e la difesa dell’Amministrazione Autonoma di Rojava
Noi, donne italiane e curde, unite da un legame di sorellanza, da una storia comune di resistenza e dalla lotta contro il fascismo, esprimiamo la nostra profonda preoccupazione per quanto sta accadendo nel Nord-Est della Siria.
Chiediamo al Parlamento italiano e al Parlamento europeo di intervenire con urgenza per fermare gli attacchi di annientamento contro il popolo curdo e contro il suo modello di democrazia, autogoverno e convivenza pacifica.
Sollecitiamo l’Italia e l’Unione Europea a impegnarsi attivamente nella ricerca di una soluzione politica e di pace, nel pieno rispetto dei diritti umani, del diritto internazionale e del principio di autodeterminazione dei popoli. Il rispetto dei diritti umani non può essere selettivo né subordinato a interessi geopolitici.
Premesso che:
nel Nord-Est della Siria opera l’Amministrazione Autonoma di Rojava, un’esperienza politica fondata sui principi di democrazia partecipativa, autogoverno, confederalismo democratico, convivenza pacifica tra le diverse etnie e religioni e sulla piena parità di genere;
tale modello rappresenta un esempio concreto di stabilità, inclusione sociale e rispetto dei diritti umani in un’area segnata da conflitti, autoritarismi e fondamentalismi religiosi;
le Forze Democratiche Siriane, composte da donne e uomini, hanno svolto un ruolo decisivo nella sconfitta militare dell’organizzazione terroristica ISIS, contribuendo in modo determinante alla sicurezza regionale e internazionale, inclusa quella dell’Europa, duramente colpita da attentati terroristici negli anni passati;
il contributo delle donne curde nella lotta contro il terrorismo e nella costruzione di un modello sociale basato sull’uguaglianza di genere è stato riconosciuto a livello internazionale come elemento centrale di tale esperienza;
A tal fine avanziamo la proposta di approvazione della seguente Mozione:
Considerato che:
l’Amministrazione Autonoma del Nord-Est della Siria è attualmente oggetto di attacchi armati da parte di gruppi jihadisti legati al regime di Jolani e da milizie riconducibili ai residui dell’ISIS, con il sostegno diretto o indiretto della Turchia;
il regime siriano non ha rispettato gli accordi sottoscritti nel mese di aprile con le Forze Democratiche Siriane, accordi che prevedevano misure volte alla de-escalation del conflitto;
nonostante il ritiro da alcune aree da parte delle Forze Democratiche Siriane (HSD), finalizzato a evitare nuove ostilità, le milizie jihadiste hanno proseguito l’offensiva, chiedendo la deposizione delle armi e la sottomissione a un sistema politico autoritario e teocratico;
il regime siriano si dimostra incapace di garantire una soluzione politica inclusiva e agisce sotto l’influenza di interessi geopolitici ed economici di potenze esterne;
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Unione Donne Italiane e Kurde
Ritenuto che:
la distruzione dell’Amministrazione Autonoma di Rojava rappresenterebbe un grave
arretramento per la tutela dei diritti umani, per la parità di genere e per la convivenza
pacifica tra i popoli della regione;
l’abbandono di tale esperienza democratica costituirebbe un tradimento dei valori di
libertà, giustizia e autodeterminazione che l’Unione Europea e la Repubblica Italiana
affermano di difendere;
il silenzio e l’inazione della comunità internazionale rischiano di favorire il ritorno del
terrorismo jihadista e di compromettere ulteriormente la stabilità regionale;
Chiediamo l'impegno del Governo:
1. a condannare ufficialmente gli attacchi contro l’Amministrazione Autonoma del Nord-Est
della Siria e contro le Forze Democratiche Siriane;
2. a promuovere, in sede europea e internazionale, il riconoscimento politico e istituzionale
dell’Amministrazione Autonoma di Rojava come interlocutore legittimo per una
soluzione democratica del conflitto siriano;
3. ad attivarsi, attraverso iniziative diplomatiche urgenti, per la cessazione delle ostilità e il
rispetto degli accordi precedentemente sottoscritti;
4. a sostenere la tutela dei diritti delle donne, delle minoranze etniche e religiose nel Nord-
Est della Siria, riconoscendo il valore del modello di autogoverno basato sull’uguaglianza
di genere;
5. a vigilare affinché le politiche europee e internazionali non favoriscano, direttamente o
indirettamente, forze jihadiste o regimi autoritari contrari ai principi democratici e ai
diritti umani.
Firmatarie:
- UDIK Unione Donne Italiane e Kurde
-Coordinamento Nazionale Donne ANPI
-Politiche di Genere CGIL Nazionale
-UDI Unione Donne in Italia
-Casa Internazionale delle Donne
-La Biblioteca delle donne e centro di consulenza legale udipalermo
-Avv. Angela Bitonti- avvocato per i diritti umani
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