Ordini del giorno anticomunisti del comune di Genova
Il consiglio Comunale di Genova ha votato la seguente delibera.
"Istituire un'Anagrafe Virtuale Antifascista - Antinazista - Anticomunista - Antidemocratica ed Eversiva a difesa dei valori della nostra Costituzione, a 70 anni dalla sua entrata in vigore, che raccolga tutti coloro che si sentono impegnati in difesa dei valori di libertà, democrazia, legalità e contro il diffondersi di episodi di intolleranza, di rievocazione di ideologie totalitarie, violente, eversive ed antidemocratici, quali nazifascismo e comunismo che perseguono i propri ideali di violenza fisica, verbale e psicologica verso coloro che vengono ritenuti nemici politici semplicemente perché non condividono il loro pensiero, anche attraverso i social media, oggi strumento principale di aggressione".
Il testo è copiato pari pari dal sito del Comune di Genova ed è così riportato dai giornali.
Vorrei analizzare la delibera dal punto di vista giuridico (e poi linguistico) e non da quello storico-politico.
1) A cosa può servire un'anagrafe di questo genere? Ovviamente non a stabilire quali associazioni siano lecite o no, a quello ci pensa la Costituzione e non il Consiglio Comunale. Neppure a stabilire quali siano più brave o meno brave, quello dipende dalle opinioni politiche. Può servire solo ad una cosa: a stabilire un canale privilegiato nell'utilizzo dei beni comunali (ad esempio sale comunali in caso di eventi, convegni ecc.) o comunque ad evitare situazioni imbarazzanti (che so io: un convegno di rievocazione delle gloriose azioni del Partito Fascista o delle Brigate rosse nella sala di Palazzo Tursi). Fin qui tutto bene, è legittimo cercare di impedire che le aule del Comune vengano utilizzate per propaganda non consentita di atti illeciti.
2) Però leggiamo bene il contenuto della delibera. Si parla di una anagrafe Antifascista (e la ricostituzione del Partito Fascista è proibita dalla Costituzione), Antinazista (ed i principi sono gli stessi di prima), Antidemocratica ed Eversiva a difesa dei valori della Costituzione (ed anche qui si fa riferimento a precise norme di legge che identificano certe condotte come reati). Cosa significa? Che ad oggi un Comune già potrebbe non consentire l'utilizzo della sala comunale ad una associazione che non accetta quei principi, in quanto si limiterebbe a rispettare i principi costituzionali. L'anagrafe servirebbe quindi solo a rendere più semplice l'applicazione dei principi. Non è facile stabilire prima chi è Fascista, Nazista, Antidemocratico ed Eversivo dei valori costituzionali. Quindi l'Anagrafe a cui si iscrive chi si dichiara antifascista, antinazista ecc. servirebbe a fare un elenco di associazioni "col Dna puro", per le quali non ci sono problemi.
3) Qual è il problema? La parola Anticomunista. Non perché non sia legittimo essere anticomunisti, ci mancherebbe altro, non perché il Comunismo sia bello ed il Fascismo brutto (cosa che fa parte del libero pensiero) ma perché l'inserimento dell'anticomunismo tra le precondizioni crea una discriminazione tra associazioni basata sulle idee professate che è palesemente incostituzionale. Perché non c'è nulla nella Costituzione Italiana che consenta di dire che le associazioni che si ritengono comuniste possano avere diritti diversi da quelle anticomuniste. Si possono legittimamente discriminare associazioni antidemocratiche ed eversive dell'ordine costituzionale, perché sono proibite dalla legge e dalla Costituzione, si possono legittimamente discriminare associazioni fasciste o naziste poiché proibite dalle legge e dalla Costituzione. Non lo si può fare per le associazioni comuniste. Punto. Non è questione di opinioni, ma di rispetto della legge e della Costituzione che non può essere derogata da una delibera comunale.
4) Quella delibera, pertanto, è una clamorosa bestialità, palesemente incostituzionale, non per l'ignoranza storica (ne avrei da dire altrettante, ma per ora soprassiedo) ma per la clamorosa ignoranza giuridica che dimostra. E stupisce che nessuno dei consiglieri comunali si sia reso conto di quale castroneria stessero votando per farsi un po' di propaganda elettorale.
5) Adesso lasciatemi ridere un attimo: "un'Anagrafe Virtuale Antifascista - Antinazista - Anticomunista - Antidemocratica ed Eversiva a difesa dei valori della nostra Costituzione".
Letta letteralmente la delibera è addirittura ridicola. Perché manca un pezzo, letta così la delibera indica come valore positivo il fatto di essere "Antidemocratica ed Eversiva" poi aggiunge, per fortuna, a difesa dei valori della nostra Costituzione. Ecco, lasciamo perdere per un attimo la gravità politica e giuridica di questa delibera. Neanche la lingua italiana.
Sono vergognosi, altro che modello Genova, un Consiglio Comunale che vota una bestialità del genere non è degno di rappresentare la nostra città.
Stefano Bigliazzi