“Quelli del Pickwick”

Associazione ambulante Pickwick “Eppur si muove”. Siamo un’istituzione, siamo indipendenti, siamo l’associazione ambulante Pickwick. Tuttavia  domenica 23  maggio in Piazza del popolo, come già avvenuto la domenica precedente, i vigili urbani hanno contestato l’occupazione di un lembo delimitato di suolo pubblico indispensabile all’esposizione dei libri rimessi in circolazione per noi lettori, con la benaccetta novità della sostituzione del distopico verbale accusatorio con l’invito cordiale a trattare la questione per tutti imbarazzante negli uffici municipali dell’annona. Nell’incontro di lunedì mattina la saggia determinazione nostra e degli agenti municipali di esporre senza infingimenti le relative ragioni contrastanti, col fine di fare la cosa giusta in accordo, ha favorito la comprensione reciproca di una idea di legalità differenziata ma non contraddittoria. Certamente il compito di contrastare quotidianamente l’illegalità può distorcere la concezione del diritto nella forma unilaterale dell’obbligo e della punizione. Ma solo per difetto, ingiustificabile in quanto gravido di errori nocivi alla convivenza, il diritto può essere ridotto a norma e sanzione, perché esso è per essenza riflesso della vita associata, a cui non può opporsi senza snaturarsi, e con cui invece si identifica. Dove c’è diritto c’è società (ubi ius ibi societas) e dove c’è società c’è diritto (ubi societas ibi ius). La società di lettori, che sull’esempio di iniziative realizzate in altre città per rompere l’isolamento di questo lungo sciagurato periodo abbiamo denominato club Pickwick, è un’istituzione autodeterminata, che esercitando diritti di rango costituzionale sottratti a qualsiasi limitazione, fonda la sua legittimità in se stessa in forza dell’identità col diritto immanente. L’assurda pretesa di esautorare la Costituzione con l’articolo 20 del codice stradale, non attribuibile certo agli agenti di servizio in Piazza del popolo, che hanno svolto con discrezione il loro dovere d’ufficio, è il corollario culturale e psicologico della prassi canonizzata dell’abuso di atti amministrativi intimidatori e repressivi, panacea alle difficoltà di governo delle città congeniale agli impostori e per paradosso gratificante di facili consensi. La comunità di lettori di Piazza del popolo si è costituita spontaneamente nel corso di molti anni raccogliendosi attorno alle bancarelle di raccoglitori di libri provenienti da case e storie diverse e da tempi passati, dal cui lavoro, giustamente e con gratitudine ricompensato dall’utilità prodotta nello scambio dei libri, dipendono le finalità della nostra associazione ambulante, di cui essi sono con pieno merito parte integrante. E in questa circostanza è errore di concezione giuridica distorta volere isolare lo scambio di rigatteria non soggetta a IVA dal ciclo unitario comprendente la donazione, la raccolta e la conservazione dei libri come fase in sé, per imputare un modestissimo guadagno di illecito fiscale, frutto invece di un’autoremunerazione dei partecipanti ai loro rispettivi bisogni. Pertanto la connessione indistinta del contributo di ciascuno è il presupposto della nostra attività, che, esplicando diritti costituzionali per scopi culturali e sociali, dispone di libertà originaria. “Quelli del Pickwick”