Il pensiero unico: tutti a pestare nello stesso mortaio

Il pensiero unico: tutti a pestare nello stesso mortaio

di Citto Saija -

Le ultime elezioni amministrative del 12 giugno rappresentano uno spaccato molto preciso, da un punto di vista politico, del nostro Paese.

Il vasto astensionismo, quasi il 50% dell’elettorato, ci dice che proprio i cittadini che vorrebbero un reale cambiamento della politica, non credono più nelle attuali forze politiche che, in fondo, portano avanti un pensiero unico (quello neoliberista) senza alcuna strategia politica, senza prefigurare un futuro e all’insegna della improvvisazione e di superficiali scelte politiche tra continue contraddizioni.

Sarebbe opportuno eliminare dal vocabolario politico (e anche nella comunicazione) i termini di centrodestra e centrosinistra. La parola “centro” è un termine del tutto insignificante che favorisce trasformismi e opportunismi.

Il termine “sinistra” ha perso di significato perché il partito che ancora sostiene di essere di centro-sinistra (il cosiddetto Partito democratico), ha un programma politico (si fa per dire) sostanzialmente di destra perché neoliberista, atlantista e asservito a quello che possiamo continuare a definire l’imperialismo americano.

Quando negli Stati Uniti si svolgono le elezioni, alcuni di noi tifano (almeno quelli di sinistra) per i “democratici”, ma poi rimaniamo sempre delusi perché il volto dello zio Sam, come sostenevo in un precedente articolo, è sempre lo stesso.

Nel nostro Paese, in questo momento, vi sono due destre. Una destra conservatrice che ha come capofila il Partito democratico (di veltroniana memoria e oggi diretto da Letta), con tutti i suoi cespugli, alcuni dei quali un tempo potevamo considerare di sinistra moderata.

Poi vi è la parte residuale (molti sono stati espulsi o hanno preso direzioni diverse) del Movimento 5 stelle che oggi ha come “capo” Giuseppe Conte e, grosso modo, si è “incastata” ma è comunque neoliberista come il Partito democratico. Il Movimento 5 stelle delle origini si è ormai liquefatto. Rimane il gruppone degli ex portavoce diventati (ancora per poco tempo) i “padroni” del Movimento e abbandonati dal proprio elettorato che aveva creduto in qualcosa di alternativo.

Ma sul Movimento 5 stelle è necessario fare un discorso a parte anche se mi pare che ormai i tempi siano scaduti per un eventuale recupero per una politica alternativa all’esistente. Mi sentirei di affermare che l’elettorato dei 5 stelle si è liquefatto come neve al sole.

L’altra destra è quella ormai storica nel nostro Paese, la quale ha almeno tre caratteristiche: il populismo conservatore del ricco Berlusconi, il populismo alla nutella salviniano che si dibatte tra enormi contraddizioni e la destra neofascista della Meloni che certamente (anche a livello europeo) non ha rinunciato alle sue radici nella fiammella del Movimento sociale italiano di almirantiana memoria.

Una sinistra di alternativa e non minoritaria, in questo momento, come forza politica organizzata, non c’è né in Parlamento né fuori.

Esistono nel Paese tante individualità e tanti gruppi di persone che non vanno più a votare, non fanno politica o addirittura vivono solo nel privato.

I cosiddetti cespugli o gruppuscoli di sinistra mummificati nelle ideologie novecentesche dovrebbero sentire la responsabilità di autosciogliersi perché nulla sono in gradi di offrire per un Nuovo Inizio.

Da tempo mi pongo la domanda del “Che fare?“.

Sulla base della mia lunga esperienza politica in una sinistra di opposizione ma non minoritaria (penso alla mia militanza in Democrazia proletaria, che si è sciolta nel 1991), ritengo sia possibile lavorare proprio sull'elettorato che non va più a votare che è quasi la metà dell’elettorato stesso.

E’ possibile costruire dalle fondamenta una nuova sinistra per un mondo nuovo e respingo la tentazione (anche se la comprendo) di tante persone che non vogliono più occuparsi di politica.

Ne riparleremo perché ritengo che i tempi siano maturi se non vogliamo che ritornino i fantasmi del passato.

Come sosteneva Brecht nella sua opera “La resistibile ascesa di Arturo Ui” del 1941, il “ventre che ha partorito mostri è ancora fecondo”, e molti mostriciattoli e mostriciattole vanno comparendo e cominciano a strillare sulle piazze d’Italia e di tutta Europa.