Per non dimenticare… L’ultima lettera di Nicola Sacco al figlio Dante 18 agosto 1927
Nicola Sacco
Non dimenticarti giammai, Dante, ogni qualvolta nella vita sarai felice, di non essere egoista: dividi sempre le tue gioie con quelli più infelici, più poveri e più deboli di te e non essere mai sordo verso coloro che domandano soccorso.
“Mio Caro figlio, mio caro compagno,
dall’ultima volta che ti ho visto, penso di scriverti, ma ne sono stato impedito perché il mio sciopero della fame si è prolungato, e perché ho avuto paura di non essere capace di spiegarmi. L’altro giorno ho smesso lo sciopero della fame e subito ho pensato a te … per scriverti prima che ci riportino alla Casa della Morte, perché sono persuaso che non appena la corte avrà rifiutato un nuovo processo, ci porteranno laggiù.
Se nulla succede, saremo giustiziati a mezzanotte del 22 agosto. Perciò eccomi qui, pieno d’amore , col cuore aperto, oggi come ieri. Non avrei mai pensato che le nostre due vite inseparabili si potessero mai separare.
Ma il pensiero di sette anni di dolore mi dice che questo avverrà, benché nulla sia cambiato nel nostro cuore inquieto e palpitante. Per di più credo che il nostro amore sia oggi più grande che mai.
E’ una grande consolazione, ma è anche una gran cosa, perché cosi puoi vedere cosa sia l’amore, non solo nella gioia, ma anche e soprattutto nelle lotte del dolore.
Ricordatelo Dante, noi l’abbiamo provato e, verità a parte, ne siamo fieri.
Abbiamo molto sofferto durante questo lungo Calvario. Protestiamo oggi, come abbiamo protestato ieri – protestiamo sempre, perché ci sia resa la nostra libertà – se l’altro giorno ho cessato lo sciopero della fame. È perché in me non c’era più traccia di vita – Perché ho protestato ieri con quello sciopero, come protesto ancora oggi in nome della vita e non della morte.
Ho rinunciato allo sciopero della fame perché volevo abbracciare ancora la tua piccola sorella Ines, tua madre e tutti i miei cari amici e compagni della vita e non della morte. Così, figlio, oggi la vita comincia a rinascere, lenta e calma, ma senza orizzonte e sempre con la tristezza nel cuore e la visione della morte. Che gioia rivederti finalmente, mio piccolo caro, dopo aver tanto parlato con tua madre e non aver sognato che di te notte e giorno – Aver parlato con te come parlavamo insieme nei giorni …. In quei giorni … ti ho detto molte cose durante quella visita e avrei voluto dirti molto di più, ma ho sentito che tu rimarrai lo stesso ragazzo affettuoso, devoto a tua madre che t’ama tanto e non voglio insistere, perché son certo che tu non cambierai e che ti ricorderai sempre di ciò che ti ho detto. Lo so e so anche che quello che ti dirò ti commuoverà profondamente, ma non piangere, Dante, perché troppe lacrime sono state versate inutilmente, come quelle di tua madre, per sette anni e tutto invano.
Così , figlio mio, anzicchè piangere, sii forte, per poter consolare tua madre e, quando vorrai far dimenticare a tua madre la scoraggiante solitudine, voglio dirti quello che io facevo : portala a fare una lunga passeggiata, cogliete dei fiori selvatici, riposatevi all’ombra degli alberi, tra la musica dei ruscelli e la dolce tranquillità di madre natura, sono certo che lei ne godrà e anche tu sarai felice. Ma ricordati sempre, Dante, nel gioco della felicità, non prendere tutto per te, ma scendi di un passo e aiuta i deboli che chiamano al soccorso, aiuta le vittime e i perseguitati, perché sono i tuoi migliori amici; sono loro che combattono e cadono come tuo padre e Bartolo hanno combattuto e sono caduti ieri per conquistare la gioia della libertà per tutti e per i poveri lavoratori.
In questa lotta della vita troverai molto amore e sarai amato – Ciò che tua madre mi ha detto, delle tue parole, mentre mi rinchiudevano in questa casa di Morte e di iniquità, ciò che mi ha detto, mi ha reso felice, perché ho capito che eri il caro figlio di cui ho sempre sognato.
Qualunque cosa avvenga, non si sa mai, ma se ci uccidono, non dimenticare di considerare gli amici e i compagni come i tuoi cari, perché ti amano come amano tutti i compagni, che sono perseguitati e che cadono.
Te lo dico io, tuo padre che ti ama, che li vede e che sa qual è la loro nobile fede, quali sono i supremi sacrifici che fanno ancora per la nostra libertà, perché ho combattuto con loro, e sono i soli che conservano ancora la nostra ultima speranza e che oggi possono ancora salvarci dall’esecuzione; è la lotta tra il ricco e il povero per la sicurezza e la libertà.
Figlio, tu capirai più tardi questa inquietitudine e questa lotta contro la morte della vita. Ho molto pensato a te quando mi coricavo nella case della morte – le canzoni, le voci tenere e gentili dei fanciulli in cortile dov’era tutta la vita e tutta la gioia della libertà; ad un passo da queste mura che rinchiudevano l’agonia di tre anime sepolte. Mi hanno fatto pensare a te e a tua sorella Ines e avevo tanta voglia di vedervi – Ma preferirei che non veniste alla Casa della Morte e che non vedeste l’orribile spettacolo di tre esseri in agonia, in attesa dell’esecuzione, non so quale effetto avrebbe su di voi fanciulli. Ma d’altra parte, se non siete troppo sensibili, sarebbe utile per il futuro poter conservare questo orribile ricordo, per far capire al mondo la vergogna di questa crudele persecuzione e di questa ingiusta morte.
Si Dante, oggi possono crocifiggere i nostri corpi, e lo fanno, ma non possono distruggere le nostre idee, che rimarranno per le giovani generazioni future.
Dante, quando ti dico che tre vite sono sepolte, voglio dire che c’è con noi un altro giovane uomo, Celestino Madeiros, che deve essere giustiziato con noi – E’ stato due volte in questa terribile Casa della Morte, che dovrebbe essere distrutta dai martelli del vero progresso, questa casa che sarà in avvenire la vergogna dei cittadini del Massachussets.
Dovrebbero distruggerlo e mettere al suo posto un’officina o una scuola, per istruire qualche povero orfanello.
Dante, ti ripeto di amare tua madre e di stare molto vicino a lei e ai nostri cari, in questi tristi giorni e sono certo che sorretti dal coraggio del tuo cuore e della tua bontà, saranno meno desolati.
Ed anche non dimenticare di amarmi un poco, perché io ti amo, ragazzo mio, e penso tanto a te.
Tutti i miei pensieri fraterni ai nostri cari, i miei baci alla piccola Ines e a tua madre. Ti bacio con tutto il cuore.
Tuo padre e tuo compagno – Bartolo ti invia i suoi pensieri più affettuosi.
Spero che tua madre ti aiuterà a capire questa lettera, l’avrei scritta meglio e più semplicemente se stessi bene, ma sono cosi debole”.