Canti e suoni penitenziali della Settimana Santa

Canti e suoni penitenziali della Settimana Santa

di Francesco Saija -

Come ogni anno (siamo alla XI edizione) sabato 12 aprile si è svolto, nell’antica chiesa dell’Annunziata dei Catalani, un interessante concerto di canti e suoni penitenziali della Settimana Santa.

L’iniziativa, a cura di Mario Sarica e Giuliana Fugazzotto, è stata promossa dal Museo di cultura e musica popolare dei Peloritani di Gesso in collaborazione con l’Arciconfraternita SS. Annunziata dei Catalani.

La Settimana Santa siciliana, che inizia con la domenica delle palme, vede, in tutta la Sicilia, una immensa esplosione di processioni e sacre rappresentazioni con la presenza di gruppi di cantori di tradizione e con tanti suoni penitenziali che vanno dalle marce funebri ai suoni della tromba, dei tamburi e della cosiddetta “troccula”.

L’Ensemble vocale-strumentale “A Nova Orquestra“ di Castelbuono in provincia di Palermo, diretta da Gioacchino Cannizzaro, per la prima volta a Messina, in circa 90 minuti è riuscita a presentare tanti canti e suoni penitenziali della Settimana Santa siciliana.

Nel ricordare, nei canti di tradizione popolare, la sofferenza della Vergine Addolorata per la morte del figlio, l’orchestra di Castelbuono ha voluto dedicare quel momento di intensa religiosità popolare alle madri palestinesi che piangono i figli morti, novelli Cristi, nell’inferno di Gaza.

Con intermezzi di tromba al modo della “Cerca” di Collesano (provincia di Palermo), di tamburo al modo di Castelbuono e con il suono della “troccula” di legno e metallo ,abbiamo potuto ascoltare canti che personalmente avevo sentito in alcuni contesti processionali della Settimana Santa come il tradizionale “ E’ cunnannatu il Figlio “ di Montedoro e il canto “La quinta spata “ della processione del venerdì santo di S. Stefano di Camastra.

E , per la provincia di Merssina : “Affaccia Maria “ di Motta d’Affermo e “ Principia la Santa Passioni” di Mirto . E ancora “ Lamento “ tradizionale di San Fratello e il bellissi9mo “Stabat Mater” di Caronia .

Nella chiesa dei Catalani è stato anche rievocato il tradizionale Ufficio delle tenebre di Castelbuono con lo spegnimento delle luci e il suono di tromba , tamburi e “troccula”.

Di altissimo livello il tradizionale “Popule meus “ di Misilmeri e “U chiantu di la cruci” di Marineo in provincia di Palermo .

Momenti di grande intensità e di preghiera sono stati : “O vos omnes” dalla lamentazione di Geremia con musica di Giuni Russo e le tradizionali “ Salve regina “ di Cerami , Leonforte e Bagheria .

Certamente è stato un grande regalo per una città in cui molte delle tradizioni religiose popolari si vanno perdendo o non vengono rispettate , dal punto di vista storico o filologico , per ignoranza o presunzione da parte di coloro che dovrebbero curarle.

Mi piace ricordare l’inizio della Settimana Santa messinese del 2025 con una mia foto della varetta ( e non “baretta “ ) della Santa Cena che il,venerdì santo viene portata in processione per le strade di Messina insieme con le altre varette . La Santa Cena , con i tradizionali “pani di cena” , apre l’antica processione messinese del vene3rdì santo.