Uomini e disumanizzazione
Vanni Viviani (San Giacomo delle Segnate (MN) 1937 - San Giacomo delle Segnate 2002) - "Evoluzione nel cerchio" 1999 - acrilici su tela, cm 30 x 30
di Nino Gussio -
L'indecorosa trattativa sulla fine del conflitto russo-ucraino monopolizzata da Putin e da Trump rivela per l’ennesima volta il modo atroce con cui gli umani abitano la terra. Non vi è nulla che sia considerato inviolabile dalla pervicace follia della volontà di potenza, devastare, massacrare sono vizi assurdi impossibili da eliminare dalla storia e dalla quotidianità. La violenza bellica sembra agire per impedire che vi possa essere un futuro migliore del presente e che riscatti le infamie del passato, massacrare gli inermi come donne e bambini esprime una sorta di horror vacui per il futuro, un rifiuto di accettare la propria umanità per vivere nell’immediato, per trarre da ogni occasione il proprio tornaconto prescindendo da ogni responsabilità morale.
La violenza dei potenti onnivora di ogni bene, di ogni speranza ci disumanizza. È inconcepibile che non vi sia una universale rivolta contro questo sistema che con le guerre ci impone di rischiare la vita per dare e per subire la morte; è follia criminale usare il meglio delle capacità umane per produrre ordigni di inaudite devastazioni prosciugando ricchezze necessarie al benessere di tutti e alla tutela della casa terra. Siamo così abituati a tanta terribile infamia che vi conviviamo come se fosse un dato di natura ineluttabile e continuiamo a generare ad amare, a costruire destini come se fossimo abitanti di un altro pianeta.
Abbiamo smesso di interrogarci se vi sia nell'alto dei cieli Dio Creatore che ci guarda, che ci giudica e che miracolosamente interviene per soccorrerci facendoci rinsavire. Viviamo in questo atomo della materia infinita crudeli a noi stessi e indifferenti al male dilagante. La fredda ragione ci farebbe desumere che alimentiamo la terra di nuova vita non per amore ma per gettarla nei roghi delle guerre, nelle fosse comuni delle povertà e delle ingiustizie.
I più di noi vivono questo tempo precario e contraddittorio con paura ma per inerzia non con disperazione, non fanno i conti con le istanze dell'umanesimo laico e religioso e presi dalle beghe quotidiane, dai falsi desideri, dai pregiudizi di ogni sorta abbiamo dimenticato che il Creatore delle religioni monoteiste abramitiche si compiacque nel creare l'uomo per ultimo a sigillo della creazione e come custode della terra. Invece i discendenti di Adamo ed Eva, soprattutto gli attuali, hanno preferito all'amore solidale la volontà di potenza e sono diventati esseri distruttivi fino all'autodistruzione.
Questa visione può sembrare iperbolica ma viviamo in una situazione universale distopica perché se l'etica che è la condizione necessaria per vivere assieme sulla terra non diventa universalmente condivisa e superiore alla politica, all'economia umanamente degradiamo fino all'estinzione a causa o nonostante lo sviluppo tecnico-scientifico.
Non siamo più in grado o non possiamo per coerenza guardarci allo specchio della bellezza spirituale, della perfezione divina per illuderci di avere una esistenza degna di essere vissuta. Se abbiamo perso il senso del limite, la capacità di accordarci con la natura non abbiamo più niente da esprimere, nemmeno il De profundis. Le Cassandre non sono mai state ascoltate ma se si vuole continuare a stare nel mondo sono necessarie le virtù della fede, della speranza e della carità che oltre ad essere teologali devono essere laiche.