Patrizia Bonardi alla Biennale con un evento collaterale e al Palestine Museum US/Connecticut

di Mariateresa Zagone -
Patrizia Bonardi, voluta fortemente da me e da Solveig Cogliani ad una mostra strepitosa presso il Foyer del Teatro Vittorio Emanuele di Messina nel maggio 2025 (che la stampa locale e quasi per intero la città, hanno praticamente ignorato!) di cui mi onoro aver scritto il testo in catalogo, parteciperà ai lavori del Palestine Museum US con un'azione partecipata di annodamento collettivo in occasione della Biennale di Venezia 2026!
L’immagine della mostra del Palestine Museum US che inaugura alla Biennale di Venezia il prossimo sabato 9 maggio ''26 entra anche nella storia dell’associazione Artists.Sociologists che anima oramai da 10 anni il BACS di Leffe con le sue attività.
Patrizia Bonardi artista fondatrice della associazione parteciperà sabato prossimo con le co-fondatrici dell’associazione, le figlie Silvia e Lucia Corna, alla cerimonia di inaugurazione della mostra che si configura come riscatto significativo per la martoriata edizione della Biennale che ha dato spazio al Padiglione Israele, rappresentante di uno Stato genocida.
L’artista Bonardi ha progettato per la mostra che durerà fino a novembre una performance di annodamento di bendaggi medici, la cui data si spera di poter annunciare a breve, in cui dovrebbe significativamente essere valorizzata la donazione al Palestine Museum US/Connecticut della “Cascata per i bambini”, grande installazione che l’artista ha realizzato con cere d’api su bendaggi annodati collettivamente, dai sostenitori del progetto Artists.Sociologsts in questi ultimi due anni di denuncia del genocidio in corso, dedicando ogni piccolo nodo a ciascun bimbo ucciso nella Striscia di Gaza.

Per tornare a Messina, il piccolo museo del "Basile" si arricchirà, anche, da giorno 20 maggio di quest'opera partecipata realizzata insieme a un'artista presente alla biennale di Venezia.
Il progetto è simile, si tratta di un annodamento collettivo come un rosario, una preghiera laica per i bimbi di Gaza... ed è questa azione partecipata dell'annodamento di bendaggi medici che il Palestine Museum US ha scelto come performance per rappresentare la Palestina con un evento collaterale alla Biennale di Venezia.
Immagine della mostra del Palestine Museum alla Biennale
Patrizia Bonardi "Fiore di Orione"
Scheda opera
Artista: Patrizia Bonardi
Titolo: Fiore di Orione
Data: aprile-maggio 2025
Tecnica e materiali: cera d'api pigmentata blu notte su garze mediche e metallo flessibile; bendaggi annodati collettivamente; sostegno metallico.
Dimensioni: circa 80 cm (altezza) x 70 cm (diametro).
Opera realizzata in forma partecipata in occasione della mostra "Germinale", inaugurata il 17 maggio 2025 presso il Foyer del Teatro Vittorio Emanuele di Messina.
Il lavoro nasce dalla collaborazione tra l'artista e gli studenti del triennio della sezione C del Liceo Artistico Ernesto Basile, sotto la guida della prof.ssa Mariateresa Zagone, storica e critica d'arte, autrice del testo critico in catalogo.
Di seguito il testo della scheda dell'opera partecipata che verrà donata al liceo artistico "Basile" mercoledì 20 maggio 2026:
"L'opera, configurata come un fiore di loto, si articola in otto petali numero simbolicamente legato alla forma del fiore all'interno dei quali è delineato il perimetro della costellazione di Orione, in omaggio al patrimonio mitico e culturale della città di Messina. Il fiore diventa così metafora di rinascita e di connessione tra culture, evocando l'immagine del loto che nasce dal fango.
Elemento centrale del processo creativo è il gesto collettivo dell'annodare i bendaggi: ciascun nodo, realizzato dagli studenti durante la performance inaugurale, rappresenta un atto simbolico di memoria e solidarietà. L'azione si è svolta in un contesto di forte partecipazione emotiva, accompagnata dall'ascolto della poesia "L'alfabeto degli universi" di Haidar al-Ghazali e dalla lettura di un brano tratto da Le Troiane di Euripide.
Al termine dell'intervento collettivo, i petali sono stati assemblati dall'artista su una struttura metallica, completando l'opera nella sua forma definitiva.
Fiore di Orione si configura come un'opera che unisce dimensione estetica, pratica partecipativa e impegno etico, valorizzando il ruolo dell'arte come spazio di condivisione, memoria e consapevolezza."