Inviate oggi 2000 firme per chiedere le dimissioni del cda della Stretto di Messina
Ai destinatari della petizione promossa dal comitato Noponte Capo Peloro è stato inviato in data odierna un "pacco" con le prime 2000 firme raccolte, che non è sicuramente la vincita al Totocalcio che si aspettava qualcuno, ma il segnale che le istituzioni rischiano di perdere ulteriore credibilità agli occhi dei cittadini se non si dovessero assumere i provvedimenti che la gravità del caso richiede.
Da sabato 13 giugno sono stati infatti circa 2000 i cittadini/e che hanno firmato la petizione, promossa dal comitato Noponte Capo Peloro e sostenuta da varie forze sociali e politiche, per chiedere le dimissioni del Consiglio d'amministrazione della Stretto di Messina spa e l'amministrazione giudiziaria della società dopo l'apertura dell'inchiesta sul presunto tentativo di corruzione per condizionare il parere della Corte dei conti sul progetto definitivo del ponte sullo Stretto.
La gravità di quanto è oggetto d'indagine da parte della Procura della Repubblica di Roma e ciò che continua ad emergere da indiscrezioni di stampa, visto che si parla del tentativo di coinvolgere un ente di rilievo costituzionale mentre un indagato era ai tempi dei fatti d’indagine nel cda della Stretto di Messina, ha destato preoccupazione e sdegno da parte della cittadinanza e l'immediata reazione del comitato Noponte Capo Peloro che ha promosso la petizione indirizzata alla Procura della Repubblica di Roma, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed ai soci della Stretto di Messina spa ovvero il Ministrero dell'economia e finanze, Anas, la Regione siciliana, la Regione Calabria ed RFI.
Hanno aderito alla raccolta firme, che prosegue on line su change.org:
comitato “Titengostretto” di Villa San Giovanni, ANPI circolo Aldo Natoli, AVS Sicilia e Calabria, CGIL Messina, Italia nostra Sicilia, Legambiente Messina, M5S Messina, PD Messina e circolo di Villa San Giovanni, UDU e UISP Messina.