“GLI ORDINI SI INCONTRANO E SI CONFRONTANO”

Montalbano Elicona capitale del confronto tra agronomi e forestali: sostenibilità e territorio al centro del dibattito

Dalla gestione del rischio climatico alle infrastrutture verdi, passando per l'estimo ambientale e la formazione professionale: due giornate di confronto per delineare il futuro della professione e le strategie di sviluppo sostenibile della Sicilia.

Montalbano Elicona si è trasformata per due giorni nel punto di riferimento del dibattito tecnico-scientifico sul futuro dell'agricoltura, del territorio e della sostenibilità ambientale. Professionisti, docenti universitari, amministratori pubblici e rappresentanti delle istituzioni si sono ritrovati nel borgo nebroideo per l'iniziativa "Gli Ordini si incontrano e si confrontano", promossa dalla Federazione degli Ordini dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Sicilia, dall'Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Messina e dal Consiglio dell'Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali

Un appuntamento che ha confermato il ruolo sempre più strategico degli agronomi e dei forestali nella gestione delle grandi sfide contemporanee: cambiamenti climatici, sicurezza del territorio, tutela delle produzioni agricole, rigenerazione urbana e transizione ecologica.

scandire i lavori con equilibrio e puntualità è stata l'avv. Silvana Paratore, esperta di politichesociali, che ha coordinato il dibattito favorendo il dialogo tra i numerosi relatori e mantenendo costante il filo conduttore dell'intera manifestazione.

 

 

 

Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Montalbano Elicona avv. Todaro, del dott. Nino Monnia, esperto per l'Agricoltura del Comune, del presidente dell'ODAF Messina Stefano Salvo e del dirigente capo dell'Ufficio Servizio per il Territorio di Messina Dell'Acqua, il presidente della Federazione Sicilia dei Dottori Agronomi e Forestali, Giuseppe Iacono, ha aperto i lavori sottolineando come il confronto tra gli Ordini rappresenti oggi uno strumento indispensabile per affrontare le trasformazioni che interessano il settore, chiamato a confrontarsi con nuove emergenze ambientali, cambiamenti normativi ed esigenze sempre più complesse del territorio.

Il primo focus ha posto al centro il tema dell'estimo ambientale, disciplina destinata ad assumere un ruolo sempre più rilevante nella valutazione economica delle risorse naturali.Coordinati dal consigliere CONAF Giovanni Greco e dal segretario dell'ODAF Messina Manganaro, i contributi della prof.ssa Maria De Salvo, del dott. Francesco Carpinato, del dott. Chinnici dell'Università di Catania e del dott. Simone Areddia hanno evidenziato come la stima del valore degli ecosistemi non possa più prescindere dall'analisi del rischio climatico.

Un approccio destinato a incidere sulle politiche assicurative, sugli investimenti, sulla pianificazione territoriale e sulle nuove transazioni ambientali. Ampio spazio è stato dedicato anche alle prospettive dell'agricoltura siciliana di fronte ai cambiamenti climatici. Meteorologi, dirigenti tecnici e professionisti hanno analizzato gli scenari futuri, soffermandosi sulla gestione del rischio nelle aziende agricole, sull'innovazione delle tecniche produttive, sull'importanza delle infrastrutture irrigue e sulla necessità di una programmazione capace di coniugare competitività e sostenibilità. Ne è emersa una visione condivisa: il futuro delle produzioni agricole passa attraverso la capacità di adattarsi a un clima che cambia rapidamente, valorizzando ricerca scientifica, competenze professionali e innovazione. Tra i temi che hanno suscitato maggiore interesse quello dedicato alle infrastrutture verdi, considerate oggi uno degli strumenti più efficaci per migliorare la qualità della vita nei centri urbani. Forestazione urbana, corridoi ecologici, pianificazione paesaggistica e nature-based solutions sono stati indicati come elementi fondamentali per contrastare le isole di calore, aumentare la resilienza delle città e generare benefici ambientali, economici e sociali. Una sfida che vede gli agronomi e i forestali protagonisti nella progettazione di città più sostenibili e capaci di affrontare gli effetti del cambiamento climatico.

L'ultima sessione ha affrontato uno dei temi più sentiti dalla categoria: la formazione professionale continua. Le novità del regolamento, l'evoluzione delle competenze richieste dal mercato e la necessità di percorsi sempre più specialistici sono stati al centro degli interventi del consigliere nazionale Carmine Cocca e del consigliere CONAF Giovanni Greco, che hanno illustrato come la professione stia evolvendo verso ambiti sempre più interdisciplinari, nei quali trovano spazio competenze legate al climate risk, all'estimo ambientale, alla pianificazione del verde e alla digitalizzazione.

La manifestazione si è conclusa con un'escursione tecnico-naturalistica al Bosco di Malabotta e ai Megaliti dell'Argimusco, guidata dall'agronomo Giovanni Cavallaro.

Non una semplice visita, ma un momento di approfondimento sul campo che ha consentito ai partecipanti di osservare direttamente le dinamiche degli ecosistemi e il valore di un territorio che rappresenta uno dei patrimoni ambientali più significativi della Sicilia.

Più che un semplice convegno, quello di Montalbano Elicona è stato un laboratorio di idee e di proposte. Il dialogo tra Ordini professionali, Università, istituzioni e tecnici ha evidenziato come la figura dell'agronomo e del forestale sia destinata ad assumere un ruolo sempre più centrale nella transizione ecologica, nella tutela del paesaggio, nella sicurezza del territorio e nello sviluppo sostenibile delle comunità.

In un tempo segnato dall'emergenza climatica e dalla necessità di ripensare il rapporto tra uomo e ambiente, il messaggio emerso dal confronto è chiaro: investire nelle competenze significa investire nel futuro dei territori.