Guerre dichiarate in odio ai figli

Guerre dichiarate in odio ai figli
Andrea Vizzini (Grotte, 5 febbraio 1949) "Senza titolo" - olio su tela, cm 70 x 70

Andrea Vizzini (Grotte, 5 febbraio 1949) "Senza titolo" - olio su tela, cm 70 x 70

di Nino Gussio -

La morte violenta dei giovani deve esser sentita, più di qualsiasi altra morte, come qualcosa di inspiegabile, un’assurdità che altera la percezione della realtà a cui confidiamo e priva di senso il nostro agire nella società e il desiderio la speranza che l’esistenza di ognuno meriti la benedizione divina.

Non siamo sulla terra esseri gratuiti e occasionali, vi siamo per sentire l’onnipotenza della creazione divina, per conoscere e sperimentare la verità del suo bene. Non possiamo vivere come animali al pascolo inconsapevoli che in noi arde un fuoco spirituale destinato progressivamente ad essere luce del bene e della bellezza, i costituenti della verità. Non possiamo scegliere la ferocia, insistere nella brutalità per saccheggiare e distruggere secondo la stoltezza del possesso e dell’imperio. Dobbiamo amare la vita e privilegiare su tutto quella dei giovani che sono il futuro, la possibilità realizzabile di un'umanità felice che ha eliminato odi, ingiustizie e oppressioni; la giovinezza è l’età più preziosa perchè è il vertice naturale di tutti i viventi e non può essere strumentalizzata, né raggirata.

E’ contro ogni ragione accettare come cronaca della follia quotidiana le uccisioni di giovani vite per i più disparati accidenti, per i più banali perversi motivi. Non soltanto scompare una vita ancora intatta, carica di sorprendenti possibilità ma si cancella la sua unicità, rende monca anche l'altrui identità poiché, essendo noi relazione, l’essenza, la libertà personale si riflette e cresce nella vicendevole comunione.

Proteggere, curare tutte le vite sono imperativi morali perché necessari alle società e ai singoli, fondamento delle democrazie. Impedire che i giovani siano carne da cannone, costretti ad essere, per le velleità dei vecchi potenti, assassini e assassinati é sacrosanta ribellione (e sia universalmente una volta per tutte) contro la dilagante disumanizzazione. Pasolini, nel commentare la tragedia delle guerre del passato scriveva: "I padri dichiarano le guerre in odio ai figli, ovvero in odio alla vita stessa".