ADDIO alla sede della Camera del Lavoro di Catania – via Crociferi 40. Ripercorrendo gli anni… dagli albori
di Domenico Stimolo -
A breve saranno lasciati i locali storici della Camera del Lavoro di via Crociferi 40, già sede della Cgil a partire dal 1947.
Non entro nel merito, poiché le questioni correlate sono note e di pubblica conoscenza - si veda
altresì articolo di Pinella Leocata su La Sicilia del 31/10/2024 -.
Un danno, certamente, nell’immagine e nel contenuto, molto rilevante.
Ritengo importante riportare alla nostra memoria i passaggi principali storici della Camera del Lavoro a Catania.
Una sede architettonica prestigiosa, si tratta infatti del’ex Monastero di San Giuliano ( l’edifico, con a fianco la chiesa di San Giuliano fu completato a metà del 1700), ceduto al Comune di Catania nel 1875, successivamente luogo (dal 1920), di varie strutture comunali, del sindacato fascista durante la dittatura, e dal 1937 della caserma Dux.
In questi settantasei anni trascorsi, in un contesto di fase storica molto difficile per le lavoratrici e i lavoratori, questo Luogo ha rappresentato in maniera primaria il principale ambito cittadino ( e provinciale) di rappresentazione sociale e aggregazione popolare, avendo nelle donne e negli uomini partecipanti, come riferimento prioritari, valori etici e atteggiamenti nell’agire assolutamente degni e pregevoli.
A Catania la prima sede della Camera del Lavoro fu inaugurata il 19 luglio 1903 alla presenza di Giuseppe De Felice ( presidente), con sede nel Palazzo dei Chierici in piazza Duomo. Durante la manifestazione una grande folla di lavoratori - dato il grande numero impossibilita ad entrare nell’ex seminario – riempì per lungo tempo la grande piazza. Nei fatti ( come riportato in “Catania nella storia contemporanea” di Giovanni Melodia e Vincenzo Pavone) i locali della nascitura Camera del Lavoro furono occupati dal grande movimento dei lavoratori ormai consolidato a Catania. Giusto per dare il “polso” del contesto catanese in quegli anni, è bene ricordare che De Felice, sindaco di Catania eletto l’8 giugno 1902 con il “ Alleanza popolare e socialisti” , quattro mesi prima ( il primo marzo) aveva inaugurato il grande panificio municipale ( zona viale Libertà), costituito da venti forni e due gigantesche impastatrici, lavoravano 500 operai, produceva 60.000 chilogrammi di pane al giorni.
Poi, dopo la prima guerra mondiale, la sede della Cgil all’inizio del 1919 è già in via S. Chiara 19 - parte bassa della via Garibaldi, lato piazza Duomo -.
Quindi, la dittatura fascista che con la violenza omicida delle “camicie nere” e con le leggi “fascistissime” emanate tra il 1925 e 1926 impose l’eliminazione delle organizzazioni sindacali ( CGIL) politiche, sociali e sindacali. Tutto fu tacitato con la forza delle armi. Per gli oppositori antifascisti che cercarono di continuare l’attività politica e sociale, scoperti, furono inviati numerosi nelle carceri e al confine.
Con lo sbarco degli Alleati in Sicilia ( Luglio 1943), la caduta della dittatura ( 25 luglio), la liberazione dell’isola e del sud Italia, mentre la guerra contro i nazifascisti continuò fino al 25 aprile 1945, si riprese l’attività sindacale. Anche a Catania e nella sua provincia. Iniziarono di nuovo le lotte, in particolare contro i latifondisti.
Il 9 febbraio 1944, dopo diciotto anni, riprendeva l’attività operativa della Camera del Lavoro, i locali erano ubicati presso la Caserma Lucchesi Palli in piazza Carlo Alberto.
Nel corso del 1947 la Camera del Lavoro si era trasferita nei locali di Via Crociferi 40, ex Monastero di San Giuliano.
Di fatto era ancora, a livello nazionale, la CGIL unitaria, costituita da tutte le componenti politiche ( comunista, socialista, cattolica...) che avevano caratterizzato il Comitato di Liberazione Nazionale nella Lotta di Liberazione contro il nazifascismo., a seguito del Patto di unità sindacale sancito a Roma il 3 giugno 1944. In questo contesto temporale si era costituita l’organizzazione sindacale Acli, sostenuta direttamente dal Vaticano.
Nella Cgil anche a Catania la rottura avvenne immediatamente dopo l’attentato a Palmiro Togliatti, segretario del Pci ( 14 luglio 1948). Infatti, a Catania il 4 agosto avvenne la separazione di fatto. La componente cattolica costituì, prima, la Libera CGIL, immediatamente dopo con il processo di fusione con la FIL socialdemocratica fu costituita la CISL, la sede fu realizzata nell’ex Caserma Lucchese Palli in piazza Carlo Alberto. La sede di Via Crociferi ( dismessa nell’aprile 2012), l’edificio ex Monastero dei Padri Crociferi in Via Crociferi – quasi a ridosso della Facoltà universitaria di Giurisprudenza - fu acquisito poco tempo dopo.
La sede della CGIL in via Crociferi 40, vive, quindi, da 77 anni. Da sempre la più consistente organizzazione sindacale del catanese, in questo arco di tempo molto lungo ha vissuto i principali avvenimenti sindacali, sociali e politici che hanno attraversato Catania, e l’Italia tutta. Una grande componente umana molto articolata, di donne e uomini, caratterizzata da forte vivacità e passione sociale ed umana, ha attraversato la struttura, i suoi locali, la grande sala delle assemblee e l'artistico cortile. E’ stata luogo di incontro e di decisioni di decine di migliaia di lavoratori, pensionati e giovani. Ha vissuto momenti di organizzazione di lotte ( per tutte basta ricordare il luglio 60 quando nella vicina piazza Stesicoro fu ucciso dai proiettili della polizia il giovane edile Salvatore Novembre), dibattiti e confronti importanti e forti, caratterizzati anche da divergenze rilevanti. In questo luogo si sono incontrati, assumendo le decisioni conseguenti, le lavoratrici e i lavoratori che dalla fine della guerra hanno rappresentato il nerbo, la crisi e il successivo forte ridimensionamento della struttura produttiva complessiva, delle fabbriche che hanno caratterizzato il tessuto industriale della città.
Infine è bene ricordare che il grande salone, vivo di storia e impregnato di umanità', ha da sempre ha ospitato incontri e assemblee non sindacali, promosse da tante strutture associative e sociali, è sempre stato un luogo pregiato che ha esaltato il modello democratico basilare della partecipazione.