No privacy. Verso la militarizzazione dei dati sensibili dei vaccinati d’Italia
di Antonio Mazzeo
di Antonio Mazzeo
Militarizzare la banca milioni di dati personali e sanitari sensibili e centralizzarne il controllo nelle mani di un’unica figura, preferibilmente un generale d’armata con tanto di penna sul cappello. No, no non è l’ossessione di complottisti e No Wax per il Grande Fratello di orwelliana memoria, ma il disegno strategico del governo Draghi e del sistema societario chiamato a gestire l’emergenza pandemia e la complessa campagna di vaccinazione della popolazione italiana.
Lunedì 8 marzo 2021: a Palazzo Chigi s’incontrano per analizzare alcuni aspetti del piano di vaccinazione in via d’implementazione nel Paese il Presidente del Consiglio Mario Draghi, i ministri della Salute e per gli Affari regionali, Roberto Speranza e Maria Stella Gelmini, il neo-commissario straordinario per l’emergenza gen. Francesco Paolo Figliuolo, il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio e l’amministratore delegato di Poste Italiane SpA, Matteo Del Fante. Sui temi all’ordine del giorno e sugli esiti di quel confronto è l’ufficio stampa di Poste Italiane a fornire una puntuale ma inquietantissima descrizione.
“Il Governo Draghi accelera sui vaccini, puntando sul supporto di Poste Italiane”, riporta la nota pubblicata l’11 marzo sul sito internet del gruppo. “Un nuovo piano, che comprenderà l’allargamento della platea dei somministratori nonché una riorganizzazione logistica dei punti vaccinali. L’idea del Governo e della struttura commissariale guidata dal Generale Francesco Paolo Figliuolo è quella di militarizzare la gestione dei dati sulle inoculazioni prevedendo, proprio come già avviene per le unità militari, che i territori inviino ogni giorno alla stessa ora un report giornaliero che abbia al suo interno tutte le informazioni impilate in maniera standardizzata”. Utilizzando il linguaggio bellico - come prassi ormai di tutte le narrazioni ufficiali e mediatiche dell’emergenza pandemia - l’ufficio stampa spiega poi che “il rafforzamento dell’impiego dei militari e i mezzi messi a disposizione da Poste Italiane – unici per capillarità e per sviluppo tecnologico – contribuiranno a portare avanti questa missione senza precedenti”.
Per favorire il processo di militarizzazione dell’immensa mole di dati sensibili, il premier e il commissario straordinario penserebbero innanzitutto a dare una “nuova centralità della piattaforma già sviluppata da Poste Italiane per prenotare il vaccino e gestire gli appuntamenti via app o sms” e a un “monitoraggio più efficiente della distribuzione”. La piattaforma in questione è quella messa a disposizione dal sito ufficiale della Campagna di vaccinazione anti-Covid della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Commissario Straordinario e dal Ministero della Salute (https://info.vaccinicovid.gov.it/privacy-policy.html) che prevede quattro modalità per la prenotazione dei vaccini: sito istituzionale, call center di Poste Italiane, palmare dei postini e ATM Postamat dove può essere inserita direttamente la tessera sanitaria. Alla realizzazione del Piano, Poste Italiane contribuisce pure con la distribuzione dei vaccini nel territorio nazionale tramite la propria controllata SDA corriere espresso.
Continua in: http://antoniomazzeoblog.blogspot.com/2021/04/no-privacy-verso-la-militarizzazione.html