Hans Kung: un teologo del presente e del futuro
di Citto Saija
Martedì 6 aprile, a Tubinga in Germania, ci ha lasciato, all’età di 93 anni, uno dei più grandi teologi del ventesimo secolo. Un uomo di Dio, un sacerdote e uno studioso della teologia che mi sento di collocare tra i teologi protestanti dello stesso secolo come il tedesco Rudolf Bultmann e il grande svizzero, come lui, Karl Barth e tra tanti teologi cattolici che diedero un grande contributo al Concilio Vaticano II.
Kung, insieme con il suo coetaneo Joseph Ratzinger fu giovanissimo “esperto” al Concilio. Poi, dopo il comune insegnamento nell’università di Tubinga, le loro strade si divisero e Ratzinger divenne vescovo, cardinale e prefetto della congregazione per la dottrina della fede (ex Sant’Uffizio) e poi papa Benedetto XVI, mentre a Kung, nel 1979, fu ritirata la missio canonica per l’insegnamento nella Facoltà di teologia cattolica dell’università di Tubinga.
Ma Hans Kung continuò comunque ad insegnare nella stessa università che fu anche l’università del grande filosofo “eretico” marxista Ernst Bloch (morto nel 1977) che influenzò la scuola filosofica di Francoforte ma anche tanti teologi sia cattolici che protestanti.
Questo mio ricordo non vuole essere assolutamente un necrologio, ma un impegno e un invito a continuare a considerare presente, attraverso l’attualità della sua teologia, il grande teologo, nella nostra contemporaneità, ma anche negli anni futuri.
In diversi giornali, in questi giorni, sono comparsi vari articoli con i luoghi comuni del “teologo eretico che non credeva nel papa” o del “teologo ribelle”.
Ci vorrebbero anni per leggere e riflettere sull’immensa e monumentale opera teologica di Kung e molti giornalisti si attardano noiosamente sulla sua opera sulla infallibilità po0ntificia che , come sappiamo , fu proclamata nel Concilio Vaticano I , sotto il pontificato di Pio IX.
Vorrei allontanarmi da questa facile “vulgata” e accennare soltanto all’attualità della teologia di Kung e sollecitare soprattutto i giovani preti ( e non solo ) e i laici a leggere innanzitutto le sue opere fondamentali e a cercare di praticare la teologia che , tranne alcune questioni “giuridiche” , viene nella sostanza praticata oggi dall’attuale pontefice..
Vorrei considerare Hans Kung come sacerdote e teologo che ha fondato tutta la sua esistenza e tutti i suoi studi sul Vangelo.
Come lui stesso ha scritto: “Non un Vangelo diverso, ma lo stesso Vangelo di sempre, riscoperto per il nostro tempo”.
Ribelle a chi ? Kung è stato sempre fedele alla figura storica di Cristo , all’incarnazione del Verbo e questa sua scelta è evidente in una sua opera fondamentale degli anni ’70 che è “Essere cristiani” ( Christ Sein ) e si tratta – come afferma lo stesso Kung – di “Un libro per cristiani e atei , gnostici e agnostici , pietisti e positivisti , cattolici tiepidi e ferventi , protestanti e ortodossi”.
Per Kung , Gesù di Nazaret deve essere l’unico modello di vita per ogni cristiano che vuole essere fedele al messaggio evangelico.
“Essere cristiani” è stato pubblicato in una nuova edizione , da Rizzoli , nel 2011 ed ha anche ricevuto , nel 2012 , il prestigioso “Premio Nonino”.
Questa opera fondamentale del teologo svizzero ( ma vissuto in Germania ) si conclude con delle affermazioni fondanti per la vita di ogni cristiano: “La fede nel Cristo Gesù dona pace con Dio e con sé stessi, pur senza scavalcare i problemi del mondo. Questa fede rende l’uomo veramente umano , in quanto lo persuade ad aprirsi radicalmente all’altro , a chi ha bisogno di lui , al ‘prossimo’”.
E per fare comprendere perché si può o si deve essere cristiani Kung aggiunge una piccola formula : “Seguendo Gesù Cristo l’uomo nel mondo d’oggi può vivere , agire , soffrire e morire in modo veramente umano : nella felicità e nella sventura , nella vita e nella morte sorretto da Dio e fecondo di aiuto per gli altri”.
Altro che “ribelle” ed “eretico” ! Hans Kung ha fondato l’intera sua lunga vita e la sua teologia sulle virtù teologali di Fede , Speranza e Carità , come viene fuori dall’intera sua opera .
Sul teologo di Tubinga si è scritto tantissimo e certamente nel futuro si scriverà ancora e tanti cristiani e uomini di buona volontà faranno tesoro della profondità e della spiritualità dei suoi studi teologici.
La sua scrittura è profonda e al contempo semplice , rigorosa e accessibile .
Vorrei ancora accennare ad altre sue opere fondamentali e a qualche scritto più recente.
E certamente fondamentale è la grande trilogia che inizia con il grosso volume “Ebraismo” ( Das Judentum ) del 1991 e ripubblicato da Rizzoli nel 2007 .
Dalla trilogia si sprigiona il grande afflato ecumenico del nostro teologo che percorrendo , in “Ebraismo” , la storia del popolo d’Israele va alla ricerca delle origini abramitiche delle tre religioni monoteiste : ebraismo , cristianesimo e islamismo .
Già nel primo volume della trilogia , Kung vede all’orizzonte la necessità , per la sopravvivenza dell’umanità , di un nuovo ethos mondiale.
Non è forse da qui che bisogna partire per la costruzione di un mondo nuovo , quando terminerà la tragica pandemia che stiamo vivendo e soffrendo?
Nel secondo volume della trilogia “Cristianesimo .Essenza e storia” ( Das Christentum ) del 1994 ( anche questo ripubblicato da Rizzoli nel 2008 ) , riusciamo a individuare la fede di Kung nel Cristo crocifisso , il cristocentrismo dell’intera sua opera.
E trovo una grande sintonia di Kung con la teologia del teologo martire Dietrich Bonhoeffer contenuta in particolare nelle opere “Sequela” ( 1937 ) e “Etica” ( 1949 ).
Il pastore tedesco Bonhoeffer , appartenente alla Chiesa confessante luterana nella seconda guerra mondiale , fu impiccato dai nazisti nel campo di sterminio di Flossemburg , il 9 aprile 1945 , quando già si sentivano i colpi di cannone dell’armata rossa che stava per liberare i prigionieri del campo.
Nella teologia di Bonhoeffer Cristo è l’essere per l’altro e i cristiani che vogliono imitarlo devono percorrere la sua stessa strada.
Kung si muove nella stessa logica teologica di Bonhoeffer.
Proprio in “Cristianesimo.Essenza e storia” , Kung si pone alcun i interrogativi sulla Chiesa del futuro e si interroga sull’alternativa parlando di Francesco d’Assisi.
Non è questa la stessa alternativa a cui si sforza di guardare , con grandi difficoltà e contrasti , papa Francesco?
Il terzo volume della trilogia , dedicato ai musulmani , è “Islam. Passato , presente e futuro” . Il volume è del 2004 ed è stato pubblicato , sempre da Rizzoli , nel 2008.
Nei tre volumi , Kung muove da una affermazione da tenere sempre presente : “Non c’è pace tra le nazioni senza pace tra le religioni./ Non c’è pace tra le religioni senza dialogo tra le religioni ./ Non c’è dialogo tra le religioni senza una riceca sui fondamenti delle religioni”.
Anche qui , non è questa forse la strada che sta percorrendo papa Francesco a partire dai suoi viaggi a Gerusalemme e Betlemme , in Egitto e Myanmar fino all’incontro di Abi Dhabi sulla fratellanza universale e al pellegrinaggio apostolico in Irak sulla scia di Abramo e dei profeti del Vecchio Testamento e dell’Islam e dei martiri contemporanei delle antiche Chiese cristiane ?
Fra le più recenti opere di Hans Kung mi piace ricordare “Ciò che credo” ( 2010 ) , “Salviamo la Chiesa “ ( 2011 ) e “Onestà. Perché l’economia ha bisogna di un’etica” (2012 ) .
In “Ciò che credo , nell’ultima pagina , Kung afferma : “…non vivrò abbastanza per vedere realizzarsi la mia visione. Ma non la porterò con me nella tomba. Verrà sostenuta dall’anelito di intere generazioni a un mondo più pacifico , più giusto , più umano . Io ci credo lo spero”. E proprio in “Salviamo la Chiesa” ribadisce la sua visione di una “Chiesa altra”, ma anche la necessità di un possibile Concilio ecumenico.
Kung fu ricevuto , nel settembre del 2005 , nella villa pontificia di Castel Gandolfo dal suo vecchio amico di Tubinga ed ebbe un colloquio di ben 4 ore.
Ma, dopo alcuni anni dichiarò di essere rimasto deluso.
Con papa Francesco dichiarò di trovarsi più in sintonia e che era rinata in lui la speranza nella Chiesa.
Nel 2016 scrisse una lettera a papa Francesco per aprire un libero dibattito sulla infallibilità . Papa Bergoglio gli rispose chiamandolo in tedesco Lieber mitbruder ( Caro fratello ) e Kung rimase soddisfatto per la risposta apprezzando lo spirito di libertà di papa Francesco . Rivelò anche di aver incitato papa Francesco ad andare avanti con “coraggio” nella riforma della Chiesa.
Ritengo infine che Hans Kung è proprio un teologo del nostro presente e del futuro e riposerà in pace nell’attesa della resurrezione.