Sgomberata l’occupazione studentesca del “La Farina”

scuola-occupata-380x267-300x210.jpgNel tardo pomeriggio di oggi la Polizia è intervenuta per sgomberare gli studenti e le studentesse del Liceo "La Farina" di Messina. A denunciare gli occupanti sarebbe stata la Dirigente dell'Istituto. Nella concitazione dello sgombero ottenuto attraverso una pressione fisica esercitata dalla Polizia, una ragazza sarebbe caduta dalle scale, trascinando con sè un altro ragazzo. Entrambi avrebbero riportato delle lievi contusioni. Sembra anche che uno studente che aveva ripreso la scena con il proprio cellulare, sia stato costretto a cancellarne il video.

Alla base dell'occupazione e alla base della protesta che continuerà, c'erano e ci sono motivi di ordine specifico legati all'Istituto. Gli studenti in un documento raccontano che l'occupazione sarebbe scaturita dal rifiuto della dirigente di accogliere le loro proposte.

Per tutta la mattinata la scuola è stata occupata dalla quasi titalità degli studenti. A partire dalle 14,00 ad occupare sono rimasti una sessantina di ragazzi e ragazze, un po' più di quelli presenti al momento dello sgombero.

Già nella mattinata alcuni poliziotti erano rimasti nella scuola, vigilando anche sul rispetto delle norme anti-Covid.

La protesta continuerà domani con uno sciopero studentesco dell'istituto e probabilmente troverà la solidarietà degli studenti di altri istituti.

S.C.

Questa che segue è la piattaforma di occupazione degli studenti del La Farina:

Documento Ufficiale di Protesta

Nel corso della mattina del 19 Novembre 2021 il liceo La Farina ha deciso di inaugurare un percorso di protesta volto a porre all’attenzione della dirigenza numerose tematiche dalla rilevanza assai pronunciata e in merito alle quali urgeva una maggiore dimostrazione di ascolto da parte della dirigenza.
È sulla base di quest’ultimo principio fondamentale che il nostro Istituto decide di adunarsi e congiungersi in un univoco urlo di protesta, al solo fine di auspicare che stavolta le richieste del corpo studentesco nella propria totalità vengano finalmente affrontate con l’adeguata rilevanza e soprattutto ascoltate.

Il Liceo Classico Statale “Giuseppe La Farina” si dichiara ufficialmente in stato di “Occupazione”, intendendo l’azione come il Coronamento di un itinerario composta da voci mai udite, domande di attenzione mai accolte e da una costante procrastinazione istituzionale, a causa della quale hanno sofferto innumerovoli volte gli studenti in prima persona.

L’Istituto, dunque, alza la voce, affinché si possa riconoscere definitivamente che le problematiche all’interno delle proprie mura esistano e che non vadano ignorate con l’auspicio che esse possano cadere nel baratro del dimenticatoio, bensì reputiamo essenziale, per il mantenimento dell’adeguata atmosfera scolastica, che la dirigenza si apra ad un dialogo, spesso oggetto di vanto, ma mai riscontrato effettivamente.

Il Processo di occupazione si svolgerà in maniera pacifica, trasformando la scuola in un luogo di dibattito attivo, al cui interno costituire tutti gli spazi necessari agli allievi per vivere la scuola e renderla propria, riappropriandosi simbolicamente di tutti quei luoghi e momenti che ci sono stati preclusi negli ultimi tempi, tutto nel rispetto delle normative anticontagio da SarsCOV2, esplicate e adeguate all’interno del documento della pianificazione sanitaria, allegato al termine della piattaforma in oggetto.

La protesta troverà evoluzione ponendo all’attenzione delle istituzioni i seguenti punti:

•DIFFICOLTÀ D’INTERAZIONE CON LA DIRIGENZA.
Nel corso degli scorsi mesi il corpo studentesco si è ritrovato nella condizione di presentare tramite mezzi ufficiali svariati progetti, ripetutamente rigettati e procrastinati non fornendo motivazione ufficiali di alcun tipo. A partire da maggio 2021, i rappresenti dell’epoca si fecero portavoce di un’iniziativa arrecante titolo di “Settimana dello Studente Autogestita”, per poi essere esortati a rinviarne lo svolgimento all’anno scolastico successivo.
Da settembre ad oggi, l’organizzazione di tale iniziativa è stata nuovamente avanzata in svariate circostanze, sino alla settimana scorsa, conseguendo ancora una volta un rifiuto verbale basato su principi non del tutto delucidati.
Problemi di stampo comunicativo congrui a quello appena descritto sono stati individuati nel tempo persino in merito a progetti, proposte e contestazione di svariata natura, quasi come non fossero mai state recepite con l’adeguata attenzione da parte della dirigenza, determinando una costante in ambito relazionale nel liceo, sfociata in data 22 novembre, durante la convocazione straordinaria di tutti i rappresentanti, nel gesto estremo ad opera della dirigente di strappare davanti agli occhi di tutti i presenti la piattaforma di protesta presentata durante il sit-in del 19 novembre.
Nella cornice dei numerosi divari mai colmati tra dirigenza e alunni, non possiamo non menzionare, ultima in ordine cronologico, la vicenda delle assemblee di comitato e Istituto, richieste giovedì 9 dicembre rispettivamente per le giornate del 13 dicembre e del 14 dicembre, mediante richiesta ufficiale ove riportate persino le modalità di svolgimento eventuali, con l’intento di facilitarne le dinamiche organizzative, richieste rigettate e spostate nel tempo non tenendo in considerazione l’esigenza studentesca di riunirsi in assemblea nel periodo più prossimo possibile, considerata l’urgenza delle tematiche (anche stavolta non fornendo motivazione ufficiale di alcun tipo.)
All’interno di un istituto scolastico di prestigio come il La Farina, il dialogo tra le componenti costituisce un punto fondamentale della vita didattica, che non può venire meno nella quotidianità: è importante tenere in considerazione la parola di ciascun allievo con pragmatismo ed empatia, tentando di lavorare assieme e con coesione con l’intento di dare inizio ad un processo evolutivo relativo al lavoro indubbiamente brillante già compiuto nella gestione dell’Emergenza COVID.
Reputiamo fondamentale cominciare a lavorare con l’intento di ricostruire sui resti del passato, un futuro più brillante, ma a tale fine risulta fondamentale una condizione: l’ASCOLTO.

•QUESTIONE “INTERVALLI”
Oramai dal rientro tra i banchi avvenuto nel mese di febbraio,all’interno del nostro liceo si è instaurato un clima di demonizzazione rivolto verso il concetto di “Intervallo”.
All’interno di recente circolare interna, si stabilisce che “la ricreazione va fatta in classe”(citando testualmente), non fornendo spiegazione di alcun tipo riguardo una simile posizione.
Le linee ministeriali concedono libero arbitrio alle singole scuole riguardo l’argomento,raccomandando esplicitamente una maggiore valorizzazione degli spazi aperti.
Negli scorsi mesi i rappresentanti hanno presentato tre differenti modelli di turnazioni relativi all’utilizzo del cortile per le singole classi, venendo incontro alla necessità di attuare un “tracciamento” più minuzioso possibile,proposte prontamente cestinate dalla prima all’ultima.
Chiediamo che venga riconosciuto il diritto ai ragazzi di respirare tra un modulo e l’altro, senza dover essere oggetto di minacce illogiche e illegittime di sanzione disciplinare, nel rispetto delle normative vigenti.

•PROBLEMATICHE IGIENICO-SANITARIE
In periodo di pandemia risulta fondamentale favorire più possibile il distanziamento sociale e limitare al minimo i contatti inutili:da sempre il nostro istituto si è reso portatore di tale principio, ma purtroppo ci duole riconoscere un’enorme incongruenza all’interno del sistema organizzativo.
Frequentemente i bagni della struttura vengono letteralmente chiusi a chiave per motivi mai chiariti, contribuendo nel corso della giornata a costituire evitabilissime code e conseguenti assembramenti in prossimità dei servizi igienici.
Ne conseguono un’enorme problematica a livello igienico e un altrettanto grosso rischio in ambito epidemiologico,mai tenuto in considerazione e affrontato adeguatamente in rapporto a
Domandiamo che venga Esplicitato il principio alla base di una simile mancanza di tutele per uno dei diritti più basici della popolazione studentesca.

•MANCANZA DI ZONE DI RISTORO E DISPARITÀ
Da diverso tempo l’istituto si presenta sprovvisto di zone di ristoro di alcun tipo:non è possibile per i ragazzi reperire alcuni degli elementi più basici di una giornata scolastica, quali una bottiglietta d’acqua o una frugale merenda.
La questione apparentemente risolvibile semplicemente consentendo agli allievi di effettuare ordini presso servizi di ristoro esterni con minuziosa regolamentazione in fatto di orario, è stata altresì ingigantita,giungendo persino a definire “illegale” per noi studenti ordinare qualunque forma di alimento da fuori.
L’origine di tale posizione è stata indagata nel rischio epidemiologico derivato dal contatto con l’esterno,il che potrebbe avere una logica,se non fosse che tutto il resto delle componenti scolastiche del liceo ha il pieno diritto di cimentarsi nella medesima pratica.
I ragazzi non hanno il diritto di usufruire di ristori nel corso della giornata;il resto della scuola sì.
Domandiamo,dunque, una riattivazione dei distributori alimentari del plesso o un’eventuale riconoscimento ufficiale della possibilità anche per gli scolari di ordinare rifornimenti alimentari dall’esterno,tenendo conto delle questioni di Ordine interne.

•QUESTIONE “VIAGGI D’ISTRUZIONE”
Secondo le linee Guida ministeriali sul rientro tra i banchi,i viaggi d’istruzioni sono consentiti tra una regione Bianca e l’altra: nonostante la Sicilia si trovi in tale condizione da diverso tempo, la tematica non è mai stata affrontata e per lungo tempo quasi evitata dalle istituzioni, come a voler considerare un momento di fondamentale importanza, quale quello delle uscite didattiche, secondario, contribuendo ad azzerare le possibilità di interazione di questo tipo.
Richiediamo spiegazioni in merito alla posizione succitata ed esigiamo almeno un tentativo organizzativo di un progetto che rappresenta indiscutibilmente un nostro imprescindibile diritto.

•INAGIBILITÀ “AULA BIBLIOTECA”
Dall’inizio dell’anno scolastico 2021-2022 la stanza adiacente al vano della biblioteca è stata adibita ad aula ove tenere regolarmente lezione, con l’intento di recuperare spazio che potesse garantire un’attività didattica in presenza totale per tutta la scuola:
Idea rispettabile, se non considerassimo che l'aula non può essere regolarmente adibita al lavoro come sancito dal testo unico sulla sicurezza n 81 del 2008. Inoltre, all’interno dell’aula, costituita da 22 banchi e la cattedra, non sono presenti i necessari 2 metri quadri per alunno e la distanza tra la cattedra e il primo banco risulta di 15 cm.
Domandiamo la ricerca di una soluzione didattica più opportuna per il rispetto delle normative di sicurezza vigenti.
L’occupazione sarà regolata in ogni giornata sulla base del seguente schema:

•ASSEMBLEA D’INIZIO GIORNATA
•Costituzione aula dibattito del giorno.
•Costituzione laboratori Paralleli.
Ciascuna giornata seguirà
Un nucleo tematico prestabilito.
I primi tre saranno:
•Diritti tra i banchi;Statuto dei diritti degli Stidenti e delle studentesse;misure necessarie per vivere la “buona scuola".
•Attualità; dibattito legalizzazione Cannabis, aborto, servizi sociali in Italia.
•Arte e politica: l’importanza degli spazi creativi tra i giovani.
Nel corso di ciascuna giornata gli studenti avranno la possibilità di organizzare ulteriori aule laboratorio autogestite, regolarmente verbalizzate, i cui ingressi saranno attentamente registrati.
L’iniziativa pone le proprie in un movimento di protesta che possa consentire ad ogni singolo "LaFarinoto" la possibilità di guardare ad un futuro in cui la propria scuola vive nella coesione e nell’armonia, ascoltandosi reciprocamente e lavorando interattivamente.
*Si allega la pianificazione sanitaria del Progetto*
“Ingressi e uscite separate con obbligo di registrazione tramite nominativo, classe d’appartenenza,data di nascita e firma identificativa durante entrambi i momenti.
Misurazione della temperatura all’entrata e obbligo di compilazione dell’autocertificazione all’entrata.
Registrazione di entrata-uscita da aule e Cortile.
Massimo 17 individui per aula durante i dibattiti.
Mascherina obbligatoria e distanziamento raccomandato di un metro e mezzo.
Esperti esterni accettati solo se muniti di Green Pass.
Ingresso consentito esclusivamente agli alunni dell’Istituto.
Sanificazione degli spazi a seguito di ogni utilizzo (dalle quattro alle sei volte al giorno)”