Don Chisciotte è sbarcato a Messina
di Francesco Saija
Dopo quella grande mattanza della storia che fu la battaglia di Lepanto Miguel de Cervantes Saavedra sbarcò a Messina e curò nel nostro ospedale le ferite “conquistate” nell’assurda “santa guerra”.
Oggi (dal 25 al 26 febbraio) è sbarcato a Messina il famoso cavaliere errante, il sognatore (pazzo?) creato proprio dal grande Miguel.
In due ore di spettacolo, abbiamo potuto apprezzare, sul palcoscenico del nostro teatro “Vittorio Emanuele”, il coraggioso don Chisciotte, difensore di tutti i maltrattati e dei deboli e cavaliere errante della giustizia.
La cavalcata teatrale del cavaliere senza paura, interpretato dal bravo Alessio Boni, è stata certamente, per gli spettatori, come ha affermato l’attore in una recente intervista, una bella cavalcata nel mondo immaginario, mentre nel nostro mondo reale e nella nostra quotidianità stiamo vivendo con paura la pandemia che porta morte e con grande orrore una guerra che non avremmo mai immaginato e che porta sempre distruzione e morte per persone innocenti e disarmate, senza alcuna armatura.
L’adattamento teatrale, curato da Francesco Niccolini, di un romanzo così impegnativo quale è il “Don Chisciotte”, è un’operazione complessa e difficilissima e richiede grande attenzione e un impegno drammaturgico non indifferente.
Direi che né l’adattamento di Niccolini né la drammaturgia di Roberto Aldorasi, lo stesso Alberto Boni, Marcello Prayer e Niccolini mi hanno convinto del tutto.
Giusta la scelta di alcuni momenti centrali del romanzo di Miguel de Cervantes, ma mi permette di constatare un certo affastellamento di episodi che sulla scena non riescono ad avere un consistente filo drammaturgico.
Come dicevo, buona l’interpretazione di Alessio Boni-don Chisciotte che comunque, in certi momenti, mi è sembrata un po’ fredda.
Serra Yilmaz che abbiamo conosciuto nel film “Le fate ignoranti” (2001) del regista turco-italiano Ferzan Ozpetek e in altri film dello stesso regista, interpreta se stessa e, pur non essendo un’attrice di teatro, riesce a calarsi con grande maestria nel personaggio di Sancho Panza che cavalca il suo simpaticissimo asinello.
Mi piace sottolineare in particolare le belle scene di Massimo Troncanetti e i costumi indovinati di Francesco Esposito. Eccezionale il cavallo Ronzinante azionato alla perfezione dal bravissimo Nicolò Diana.
In questi giorni tristi per l’intera umanità è stato bello immedesimarsi per due ore nelle visioni del nostro cavaliere errante e con lui abbiamo potuto scambiare le pale dei mulini a vento per immensi giganti e un gregge di pecore per saraceni, ma soprattutto abbiamo potuto condividere il grande amore di don Chisciotte per l’amata Dulcinea e comprendere che solo amore e giustizia potranno salvare la nostra umanità.